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La rubrica di
Pino Ferrante
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Poesie
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Articoli
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Argomenti
di riflessioni e di dibattito – I meridionalisti e il loro
pensiero -
Sono
in pochi a contestare che un secolo e mezzo di politica, fatta
anche di ruberie e di imbrogli, imbastita da buona parte della
borghesia del sud alleata a quella del nord abbia provocato la
decadenza inesorabile del mezzogiorno e che il conto più amaro
sia stato sempre pagato dagli ultimi e dai deboli con
l’emigrazione, la disoccupazione e l’arretratezza culturale.
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Referendum
legge elettorale
L'allegata nota è stata elaborata sin dall'estate dello scorso
anno ed è rimasta sin qui riservata ad un piccolo numero di
politici e cultori della materia, allo scopo di sollecitarne
l'attenzione in vista della promozione di un referendum
abrogativo della legge elettorale 270-2005 (c.d. porcellum) con
l'obiettivo di fare rivivere la previgente normativa elettorale
(c..d. mattarellum)..
L'eleborato, che si fa carico anche dei profili di criticità
della proposta referendaria, è rimasto alquanto riservato per
circa un anno, perché non voleva essere esaustivo della
materia, ma solo offrire un terreno di confronto alle persone
alle quali era stato inizialmente destinato. Leggi
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Selvinia
- lettera a Luigi e Fily - 2011
di
Pino Ferrante
“Cari
amici, voi conoscete soltanto la parte esteriore delle mie
vicende familiari. Ora vi racconto e vi confesso, perché ho le
mie colpe, come sono andate effettivamente le cose nella mia
famiglia da quando ci trasferimmo al nord. Sono certo che non vi
scandalizzerete se vi dico che la vita degli uomini è una
storia di droga, ma delle anime. Ciascuno di noi subisce il
fascino delle idee; si avvitano nella mente e penetrano facili e
veloci tutte le volte trovano chi è ben disposto ad
accoglierle, come accade con l’eros. Leggi
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Gentiluomini e malfattori
La lotta politica a destra viene ormai portata avanti all’ultimo sangue, con la violenza propria della calunnia, segno della estrema debolezza della maggioranza. La Moratti accusa in televisione Pisapia, quale imputato del reato di furto, di essere stato condannato con pena amnistiata ma nasconde che il Pisapia, rinunciando all’amnistia, era stato in appello assolto per non avere commesso il fatto.
La Moratti aggiunge anche che l’amnistia non equivale ad assoluzione, dimenticando che il Presidente del consiglio, candidato capolista al consiglio comunale di Milano, ha usufruito in diversi processi, non solo di tale causa di estinzione del reato, ma a piene mani anche della prescrizione. Ambedue le fattispecie sono rinunciabili dall’imputato che ritenga di non avere commesso il fatto o di esserne estraneo. Mai però il Presidente del Consiglio ha ritenuto di rifiutare questi benefici, nonostante le sue ripetute e conclamate proteste di innocenza, come fece dignitosamente il Pisapia, così ottenendo dai giudici l’accertamento dei fatti e della sua innocenza. Egli volle il processo e non si sottrasse ad esso, come tenta di fare Berlusconi sin dal 1994 coadiuvato senza alcun ritegno dal partito di cui è padrone, con il confezionamento di vergognose leggi ad hoc.
Quando e come finirà questo tragico teatrino?
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Una riflessione
La moderazione guida l’Italia verso un altro disastro. Il disegno conservatore trova sempre i suoi alleati naturali nei moderati; di essi alcuni si illudono di salvare l’Italia condizionando coloro che, di fatto, la affossano con la loro supremazia mediatica e con la loro ricchezza di mezzi e di strumenti, anche illeciti, di persuasione. Gli intellettuali, sul cui ruolo si sono spesi fiumi di inchiostro, dove sono e per chi sono oggi? Alcuni, ben remunerati, si sono messi a disposizione dei potenti, basta guardare le pagine del Giornale, di Libero, del Foglio. Altri sono, silenti, in attesa di tempi migliori. Pochi, infine, sono schierati a sinistra e su di essi si fa affidamento. Una domanda agli intellettuali: Gramsci direbbe oggi le stesse cose scritte 75 anni fa? Gli intellettuali continuano a scrivere per gli intellettuali? Ho l’impressione che la cosiddetta cultura popolare è orfana o in mano ai media della peggiore destra. La mia testimonianza non è frutto di pessimismo, ma presa d’atto di una situazione sotto gli occhi di tutti.
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Paolino
– lo scirocco – l’affare e il sensale Cimino
Un
giorno d’agosto degli anni 60’ la libreria – cartoleria
era rimasta aperta fino a tarda ora del mattino. Durante quelle
ore il titolare Paolino aveva lì trattato e concluso un grosso
affare e, invece di rientrare a casa, dopo avere consumato al
caffè Marro una granita e un panino, s’era fermato in
negozio, nella speranza di un rilassante pisolino. Insieme al
giovane commesso, però, restarono immersi fino al collo
nell’aria di scirocco come fossero dentro un sacco insieme a
un gatto; Paolino, d’età oltre i cinquanta, dal corpo
massiccio, con la camicia sbottonata attaccata alla pelle
intrisa di sudore, s’era sistemato dietro il banco,
stravaccato su una sedia in vimini, che soffriva per quel peso
con lamentosi scricchiolii. Leggi
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I
padroni del vapore nel meridione
Gli ultimi “patrioti” resisteranno?
Appare
vivo e vegeto il piccolo mondo antico dei poteri urbani in mano
a cricche annidate nei vari enti, che sponsorizzano club,
associazioni, sodalizi di varia natura, finti democratici o
falsi profeti della fratellanza umana in giacca e cravatta, ma
anche in tuta operaia e in tonaca. Si ripetono riti di un mondo
umbertino di fine ottocento nel quale il movimento proletario
dei fasci siciliani con le sue utopie tentava invano di rompere
le catene del privilegio ma lo faceva suonando nelle sue
assemblee l’inno nazionale, la marcia reale. Leggi
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Ultimo
avviso per una città in caduta libera
Quando
è necessario e si è in palese emergenza, le nozze si possono
celebrare anche con i “fichi secchi”, ma al rito, meglio ai
sacrifici, debbono partecipare tutti. Se i cittadini non
intendono farlo e vogliono trattenere ad ogni costo il maltolto,
conviene dichiarare il fallimento, portare i libri in tribunale
e consegnare la fascia tricolore al Prefetto.
E’ intollerabile che una comunità affondi nella disperazione,
mentre l’orchestrina composta da una classe di potere in parte
trasversale consuma le ultime risorse in cerca di consenso,
suonando i soliti ritornelli, che somigliano tanto al “de
profundis”. Leggi
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Liborio
Romano, un personaggio senza emuli nell’Italia di oggi.
Oggi,
in Italia, occorrerebbe un emulo di Liborio Romano che nel
luglio 1860, avendo capito in anticipo l’ineluttabilità della
fine del regno borbonico, da prefetto di polizia di re
Francesco, iniziò a prendere contatti segreti con Camillo Benso
di Cavour e con Giuseppe Garibaldi e a preparare il
traghettamento del mezzogiorno dai Borboni ai Savoia. In quei
giorni difficili fu Liborio Romano a suggerire a Francesco 2°
di Borbone di lasciare Napoli alla volta di Gaeta senza opporre
resistenza, così da evitare sommosse e inutili perdite di vite
umane. Grazie a lui Garibaldi potè giungere in treno a Napoli. Leggi
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Complessivamente gli italiani che negli ultimi dieci anni si sono iscritti all'Aire, l'anagrafe degli italiani residenti all'estero, sono due milioni.
Di questi, circa la metà, proviene dal nord e ha un alto titolo di studio. La nota più dolente sta nel saldo negativo, a quota meno 2%, tra
ingressi ed uscite. il 2% dei laureati italiani lavora oltre confine, contro lo 0,30% degli stranieri laureati lavoranti in Italia. In Germania se ne
va solo lo 0,6%, in Francia l'1,10%, nel regno unito lo 0,80%, percentuali minime compensate da un alto tasso di arrivi qualificati, sopra la
barra dell'1,4%.
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Consiglio ai visitatori di Ethos la lettura di due libri o saggi di largo successo, editi da circa un anno; il primo reca il titolo, di per sé eloquente, ”populismo autoritario - autobiografia di una nazione” di
NICOLA TRANFAGLIA
e il secondo è la testimonianza di un magistrato in prima linea,
ROBERTO
SCARPINATO, e di un giornalista, ANDREA LODATO, dal titolo ”il ritorno del principe”. Ambedue i volumi trattano del fenomeno”BERLUSCONI” e dell’attuale patologica condizione in cui versa tristemente la società italiana. La prosa semplice, ma colta, è avvincente…
Desidero trascrivere, dell’ uno e dell’ altro libro, alcuni interessanti tratti ed in particolare il capitolo 11 di “populismo autoritario” e la presentazione, scritta sul retro della copertina, del”ritorno del principe”.
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Tattica
e strategia per il potere - Mussolini fondò il suo potere:
a)
sulla conoscenza diretta di quella parte del movimento
socialista che, pur appellandosi ad un generico riformismo, era
disponibile ad ogni compromesso.
b)sull’appoggio
della Chiesa, che lo accolse come l’uomo della Provvidenza;
c)sull’esistenza
di una borghesia pronta a scambiare la sua collaborazione col
regime con piccoli privilegi, regalie e con adeguate risposte
alle sue paure e ai suoi pregiudizi. Leggi
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Il
mio incontro con l’associazione Ethos
E’ da
poco più di un anno che ho avuto la fortuna di rivedere, dopo
diversi lustri, Augusto Lucchese. Con gioia e con stupore ho
scoperto il suo infaticabile prodigarsi nell’attività
filantropica con la stessa energia e abnegazione da lui mostrate
nei suoi e nei miei anni verdi, come se il tempo lo avesse via
via irrobustito nelle sue convinzioni etiche e morali, fino a
fare di lui, ennese di nascita ma etneo per elezione, un
“pacifico” vulcano, dispensatore di amicizia e di
suggerimenti. Leggi
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Un
miliardo di euro all’anno, una spesa improduttiva
che
favorisce la cultura parassitaria
La Pubblica amministrazione. locale costa almeno un miliardo
all’anno in più del necessario ai siciliani, i cui
rappresentanti politici ottengono o scambiano il consenso
elettorale ottenuto, di prammatica, con l’elargizione generosa
di impieghi pubblici di pura invenzione, privi di qualsiasi
utilità..
Infatti:Buona parte della spesa pubblica in Sicilia per retribuire
70.000 dipendenti regionali, comunali e provinciali deve
ritenersi una forma di ammortizzatore sociale di natura
assistenziale, condivisa ed accettata, che ha creato nel tempo
una sub - cultura parassitaria, ormai difficile da contrastare. Leggi
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Castrogiovanni
all’epoca dei fasci siciliani – 1893-1894
Il movimento operaio, a seguito della fondazione del Partito
socialista (1891), inizia ad organizzarsi anche a Castrogiovanni,
divenendo un punto di riferimento rilevante nel panorama sociale
italiano, soprattutto per la presenza e l’opera di Napoleone
Colaianni. Seguendo le linee ispiratrici del grande politico, il
fascio ennese sceglie la via della moderazione e della legalità,
nonostante l’alto numero di aderenti indigenti, privi di
qualsivoglia istruzione. Nel breve scorcio di un anno nel resto
della Sicilia rimasero vittime della repressione governativa non
meno di cento lavoratori. Leggi
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Argomenti
di riflessione e di dibattito
Il
tenore di vita degli italiani si ridurrà notevolmente se i
posti di lavoro non aumenteranno al ritmo di 480.000 posti
all’anno.
Nel 2030, con notevole probabilità, avremo una diminuzione
della popolazione meridionale a favore del centro nord di circa
un milione di abitanti.
Se l’Italia non sarà in grado di accantonare dodici miliardi
l’anno, vi sarà un’esplosione del debito pubblico che dovrà,
quantomeno, scendere al disotto della soglia psicologica del 99%
del PIL.
Sono queste le previsioni del censis, che indica un sud
spopolato e povero e una popolazione italiana invecchiata con il
26,5% di over 65.
Quali i possibili rimedi? Leggi
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Il
feudalesimo e la cultura parassitaria nel meridione e
in Sicilia
Secoli
di feudalesimo hanno inciso sul modo di essere del meridione
determinandone i suoi aspetti deteriori, ancor oggi duri a
morire.
Seppure fosse stato dichiarato giuridicamente estinto nel 1812
il sistema feudale con le sue gerarchie politiche ed economiche,
le sue regole non scritte sopravvissero; si creò e si diffuse,
infatti, una cultura che attinse la sua forza nella piena
riuscita del progetto delle classi dominanti di non cedere il
loro predominio, che di fatto non cessò. Leggi
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Iamsilla, storico medievale di probabili origini
ennesi?
La perfetta conoscenza che Iamsilla dimostra delle vicende e, soprattutto, dei luoghi
ennesi induce a ritenere che egli “possa” essere nato ad Enna o, almeno, sia a lungo vissuto nelle
zone centrali dell’isola tra gli anni 1210-1258.
Indagini in tal senso andrebbero condotte dagli studiosi, che finora hanno indicato
Niccolò di Iamsilla quale autore di un’opera in latino del 13° secolo, cronaca dei fatti verificatisi
negli anni succesivi al 1210 (Historia de rebus gestis Frederici imperatoris eiusque filiorum Corradi
et Manfredi Apulie et Siciliane regnum). Pare, però, che il detto Iamsilla fu probabilmente soltanto
possessore di un manoscritto di un colto storiografo ben introdotto nella corte di Manfredi.
Alla luce di tali conclusioni e, soprattutto della minuta indicazione e descrizione da costui fatte delle nostre località, non è da escludere che questo storiografo abbia avuto i natali nella
Castrogiovanni medievale.
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Mobilità sociale e sviluppo nel meridione. Il tragico inganno delle parole.
I proletari della mente.
Non vi sono indagini o studi che smentiscano che in Italia vi sia scarsa mobilità sociale e, in particolare, nel meridione, dove solo da qualche decennio si è formata una assai modesta borghesia imprenditoriale e delle libere professioni.
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Antologia
antiborghese
Dai
“I signori dello zolfo” di Michele Curcuruto – edizioni
Lussografica –, ricco panorama del mondo delle miniere del
passato e di un ceto sociale da esso discendente transitato nei
ruoli- spesso parassitari – della burocrazia e della politica,
in cerca di visibilità borghese e di posti di lavoro per i loro
figli che “hanno studiato”.
“Ittammu
u pilu vicchiu”
In una sola generazione a Caltanissetta siamo passati dallo
scialle nero alla pelliccia di visone, dallo scapolare al
doppiopetto gessato del Club Settanta, dallo scecco con le
visazze alla Mercedes, dal brodo di ciciri di donna Titina al
filetto flambè di Villa Isabella, dai catoi del quartieri
Angeli alle villa con piscina di Sant’Elia.
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Un
racconto tratto dal libro "Roccadisopra"
di
Pino Ferrante
-“Michele
scunchiuduto –
cuppularo
con laurea in medicina”
“Come
si fa a lavorare con un caldo all’ombra di trenta gradi e con
un’afa che ti tiene a mollo da mattina a sera! Ci comportiamo,
senza rendercene conto, come le pecore, che sotto il sole
restano immobili, per impedire che il movimento faccia crescere
la temperatura corporea”. Michele, sbracato su una sedia in vimini avanti al bar, tentava,
con queste parole, di offrire un sostegno antropologico e
climatico all’immobilismo o alla pigrizia dei mediterranei,
assioma per alcuni e pregiudizio per molti. Giuseppe, il cameriere, intervenne con sarcasmo: “ Il caldo lo
senti tu e pochi altri figli di papà come te. Leggi
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Un
episodio tratto dal libro "Un treno lungo cent'anni da Enna
a Castrogiovanni"
°°°°°°°°°°
Enna
1937, Minestrone alla “cera di candela” per Benito Mussolini
Il
distintivo del fascio con la sigla P.N.F. sull’occhiello della
giacca, d’altronde, apriva la porta a occasioni di lavoro e di
guadagno e a piccoli privilegi, a cui gli ennesi non intendevano
rinunciare anche a costo di essere accusati di “pagnottismo”.
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Desidero ringraziare don Antonio
Sciortino, direttore di “Famiglia cristiana”, siciliano di Delia (CL), per la sua generosa e difficile battaglia contro il
“berlusconismo”, la piaga che affligge da oltre 15 anni l’Italia e gli italiani.
La Chiesa fatica a trovare la strada del vangelo e si attarda, per la maggior parte, a dare il suo sostegno a questo deleterio fenomeno che la indebolisce perchè portatore di un messaggio incoerente e, per molti versi, blasfemo, pur se etichettato da simboli cristiani, necessari per portare a compimento l’artificio e il raggiro degli elettori. Tragicamente lo spazio temporale della Chiesa si arricchisce per i lauti compensi che il potere le paga, quali vili corrispettivi del suo appoggio. Non è cosa da poco, perché gli uomini, anche i preti, privilegiano l’oro e l’argento e assai raramente rifiutano la strada del potere a loro elargita generosamente, senza alcun contropartita. Il “ dorato” silenzio di molti uomini di chiesa sullo spettacolo di illegalità e di immoralità offerto ogni giorno dalla politica sta scavando, ormai da tre lustri, un profondo fossato di incomprensione e di astio tra l’apparato ecclesiale e i fedeli, fossato che difficilmente potrà essere coperto dall’opera e dall’abnegazione dei pochi sacerdoti onesti ed impegnati presenti
nell’Ecclesia come don Antonio Sciortino ed altri. E’ una vecchia e millenaria storia; occorreranno molti uomini “probi” e diversi lustri perché la società si disintossichi dai veleni di questi anni. Sarebbe tremendamente facile e di breve tempo ottenere dei risultati se si moltiplicassero, dall’oggi al domani, nel mondo laico gli “illuminati” e nel mondo religioso gli “uomini di buona volontà”. Ma esistono i miracoli?
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