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La rubrica di Pino Ferrante

 
 

 

Riflessioni…apocalittiche di un insonne di buon senso
                                                                                                                                di Pino Ferrante


Questa notte ho riflettuto sull’universo e, come mi accade sovente, mi sono posto il dilemma se per ciascuno di noi e per ciascun essere vivente del mondo vegetale e animale ci sia una sorta di apocalisse. Mi è stato facile risolvere il problema per quanto riguarda l’uomo e la sua transitoria presenza sulla terra. Ma poi ho esteso a tutti gli esseri viventi e ai corpi celesti lo stesso destino, da me considerato come evento“definitivo”.

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“U rilivu” ossia piazza Scelfo
 

Nel cuore della mia città, che io amavo e amo nonostante il mio censurarne usi, costumi e pregiudizi, c’è piazza Ingegnere Scelfo ossia, per comune esperienza degli anziani, luogo del rilievo di viaggiatori, in dialetto ennese “rilivu”. Fino agli ottanta dell’ottocento una vettura trainata da due o quattro cavalli si fermava in contrada Misericordia ai piedi della città per consentire ai pochi passeggeri di rifocillarsi alla meglio, al conducente della carrozza di effettuare il cambio degli animali e alle persone destinate a Calascibetta e a Castrogiovanni stanche, impolverate e affamate di raggiungere queste località su muli, asini e carretti.

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Quando eravamo “sicchi”
 

 Diario di un ragazzo nei primi anni 40”
 di
 Pino Ferrante

 

 Pietro aveva preso sonno in tarda ora. Lo scaldino sotto le coperte s’era spento anzitempo perché gli mancava la giusta quantità di carbonella. Fu, invece, il suo corpo da fanciullo durante la notte a riscaldare il suo letto. Ma erano già le sette del mattino e occorreva prepararsi per la scuola. Si fece coraggio e alzò la “frazzata” sfidando il gelo della cameretta esposta a nord e con la neve che imbiancava abbondante i tetti di quelle case di gesso addossate l’una sull’altra.

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“Piccolo mondo” - Versi in libertà e scatenati
 

 
Ogni epoca è caratterizzata dalla presenza nel suo seno di personaggi che incarnano nei loro modi di essere e vivere un “piccolo mondo”, che il Fogazzaro intese qualificare “antico”, forse perché scrisse il suo libro dopo decenni dai fatti da lui narrati. Sono i “piccoli uomini” a fornire sostanza a tale definizione. Ma chi sono?

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ATTI CONVEGNO 23 febbraio 2002  GIUDICI ONORARI

Gli atti del convegno di Catania del 23 febbraio 2002 organizzato dell'associazione regionale siciliana giudici onorari aggregati sezione della corte d’appello di catania
Sommario:
1. Le sezioni stralcio dei tribunali e la durata ragionevole dei processi”(presentazione di L. Barreca);
2. Introduzione ai temi del convegno del g.o.a. giuseppe ferrante;
3. Le sezioni stralcio dopo tre anni e la lentezza della giustizia italiana del g.o.a. Francesco furnari ;
4. Relazione di sintesi del convegno di giuseppe petrantoni presidente associazione regionale g.o.a.;
5. La riforma della giustizia civile alcuni spunti di riflessione in tema di efficienza nella p.a di francesco ferrante;
6. Sulle “sezioni stralcio” dei tribunali civili intervento di giancarlo scardillo;
7. Mozione dei giudici onorari aggregati delle sezioni stralcio del tribunale di catania.        .....leggi tutto

 
 

 

Paure e ricerca di certezze

nella società di oggi

di Pino Ferrante

 

Questa mia esposizione sarà breve e succinta nonostante il tema sia ampio e indefinito. La nostra associazione ethos si propone di divulgare il pensiero corrente e le linee generali sulle tematiche via via proposte in questi mesi evitando, nei limiti del possibile, di sostituirsi agli studiosi e agli esperti del settore. leggi tutto

 
 

 

Una finestra sul sepolcro – Enna 1944 –


di Pino Ferrante


Gli eventi bellici erano in Sicilia cessati sin dal settembre 1943. La guerra continuava nel continente ma gli stenti, la miseria e le sofferenze erano di casa nelle maggior parte delle famiglie dell’isola. La borsa nera dei beni di prima necessità o come volgarmente si diceva l’intrallazzo e gli aiuti dell’amministrazione militare alleata consentivano ai più in qualche modo di sopravvivere.  .....leggi tutto


 


Il ricordo di un tempo lontano,

nella seconda metà degli anni 40’,

quando “scoprii” Giuseppina Grillo

 Non so se avessi 11,12 o 13 anni quando, nella seconda metà degli anni 40’, la mia famiglia fu invitata per una “scampagnata” nei pressi di Enna, in una zona conosciuta come “casina bianca”, sita dentro o al limite della contrada Kamut...

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Contributo al dibattito sull’amicizia
di Pino Ferrante
 

Quando sono stato invitato dalla ASSOCIAZIONE ETHOS e da Angelo Gentile ad intervenire su questo tema impegnativo mi sono sentito lusingato e, insieme, emotivamente coinvolto, perché mi sarebbe toccato parlare, anzitutto, di quest’ultimo,  mio amico. Sin dall’inizio della nostra conoscenza .... Leggi tutto

 

Resoconto della manifestazione svoltasi nella Sala conferenza della Cgil di Via dei Crociferi a Catania, in collaborazione  con l’Associazione Sicilia-India, per la
 
presentazione del libro “La Straula di Don Nenè”  dell’ Avv. Pino Ferrante.

Relazione tenuta dal Presidente dell’Associazione ETHOS,  Augusto Lucchese

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LA STRAULA DI DON NENE’
Ringrazio affettuosamente il carinissimo amico e concittadino, Avv. Pino Ferrante,  per avermi assegnato i compiti a casa. Pur convinto di non essere in grado di competere con chi è sicuramente più idoneo di me,  ho accettato di cimentarmi nell’agone sociale e culturale connesso alla presentazione del suo ultimo impegno letterario, LA STRAULA DI DON NENE’.

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La stràula di don Nenè,

 l’ultimo romanzo di Giuseppe Ferrante
( novembre 18, 2013 di Alfio Patti)

E’ stato licenziato alle stampe, per l’Associazione Radiusu Edizioni, il nuovo romanzo di Giuseppe Ferrante dal titolo “La stràula di don Nenè“, prefazione di Alfio Patti.... Leggi tutto

 

Poesie

*“De senectute”

*Italia, un paese di letterati  

* La felicità

* Le suggestioni “chiancianesi” di un anziano in un pomeriggio piovoso alle terme – Agosto 2007

* Trastulli in……….poesia. La filastrocca dell’illuso

* Appaio ergo sum – l’uomo in televisione - 

Articoli

Argomenti di riflessioni e di dibattito – I meridionalisti e il loro pensiero -

Sono in pochi a contestare che un secolo e mezzo di politica, fatta anche di ruberie e di imbrogli, imbastita da buona parte della borghesia del sud alleata a quella del nord abbia provocato la decadenza inesorabile del mezzogiorno e che il conto più amaro sia stato sempre pagato dagli ultimi e dai deboli con l’emigrazione, la disoccupazione e l’arretratezza culturale. Leggi tutto

Referendum legge elettorale


L'allegata nota è stata elaborata sin dall'estate dello scorso anno ed è rimasta sin qui riservata ad un piccolo numero di politici e cultori della materia, allo scopo di sollecitarne l'attenzione in vista della promozione di un referendum abrogativo della legge elettorale 270-2005 (c.d. porcellum) con l'obiettivo di fare rivivere la previgente normativa elettorale (c..d. mattarellum)..
L'eleborato, che si fa carico anche dei profili di criticità della proposta referendaria, è rimasto alquanto riservato per circa un anno, perché non voleva essere esaustivo della materia, ma solo offrire un terreno di confronto alle persone alle quali era stato inizialmente destinato. Leggi tutto

Selvinia - lettera a Luigi e Fily - 2011

di Pino Ferrante

 “Cari amici, voi conoscete soltanto la parte esteriore delle mie vicende familiari. Ora vi racconto e vi confesso, perché ho le mie colpe, come sono andate effettivamente le cose nella mia famiglia da quando ci trasferimmo al nord. Sono certo che non vi scandalizzerete se vi dico che la vita degli uomini è una storia di droga, ma delle anime. Ciascuno di noi subisce il fascino delle idee; si avvitano nella mente e penetrano facili e veloci tutte le volte trovano chi è ben disposto ad accoglierle, come accade con l’eros. Leggi tutto

Gentiluomini e malfattori

La lotta politica a destra viene ormai portata avanti all’ultimo sangue, con la violenza propria della calunnia, segno della estrema debolezza della maggioranza. La Moratti accusa in televisione Pisapia, quale imputato del reato di furto, di essere stato condannato con pena amnistiata ma nasconde che il Pisapia, rinunciando all’amnistia, era stato in appello assolto per non avere commesso il fatto.
La Moratti aggiunge anche che l’amnistia non equivale ad assoluzione, dimenticando che il Presidente del consiglio, candidato capolista al consiglio comunale di Milano, ha usufruito in diversi processi, non solo di tale causa di estinzione del reato, ma a piene mani anche della prescrizione. Ambedue le fattispecie sono rinunciabili dall’imputato che ritenga di non avere commesso il fatto o di esserne estraneo. Mai però il Presidente del Consiglio ha ritenuto di rifiutare questi benefici, nonostante le sue ripetute e conclamate proteste di innocenza, come fece dignitosamente il Pisapia, così ottenendo dai giudici l’accertamento dei fatti e della sua innocenza. Egli volle il processo e non si sottrasse ad esso, come tenta di fare Berlusconi sin dal 1994 coadiuvato senza alcun ritegno dal partito di cui è padrone, con il confezionamento di vergognose leggi ad hoc. Quando e come finirà questo tragico teatrino? 

Una riflessione

La moderazione guida l’Italia verso un altro disastro. Il disegno conservatore trova sempre i suoi alleati naturali nei moderati; di essi alcuni si illudono di salvare l’Italia condizionando coloro che, di fatto, la affossano con la loro supremazia mediatica e con la loro ricchezza di mezzi e di strumenti, anche illeciti, di persuasione. Gli intellettuali, sul cui ruolo si sono spesi fiumi di inchiostro, dove sono e per chi sono oggi? Alcuni, ben remunerati, si sono messi a disposizione dei potenti, basta guardare le pagine del Giornale, di Libero, del Foglio. Altri sono, silenti, in attesa di tempi migliori. Pochi, infine, sono schierati a sinistra e su di essi si fa affidamento. Una domanda agli intellettuali: Gramsci direbbe oggi le stesse cose scritte 75 anni fa? Gli intellettuali continuano a scrivere per gli intellettuali? Ho l’impressione che la cosiddetta cultura popolare è orfana o in mano ai media della peggiore destra. La mia testimonianza non è frutto di pessimismo, ma presa d’atto di una situazione sotto gli occhi di tutti. 

Paolino – lo scirocco – l’affare e il sensale Cimino

Un giorno d’agosto degli anni 60’ la libreria – cartoleria era rimasta aperta fino a tarda ora del mattino. Durante quelle ore il titolare Paolino aveva lì trattato e concluso un grosso affare e, invece di rientrare a casa, dopo avere consumato al caffè Marro una granita e un panino, s’era fermato in negozio, nella speranza di un rilassante pisolino. Insieme al giovane commesso, però, restarono immersi fino al collo nell’aria di scirocco come fossero dentro un sacco insieme a un gatto; Paolino, d’età oltre i cinquanta, dal corpo massiccio, con la camicia sbottonata attaccata alla pelle intrisa di sudore, s’era sistemato dietro il banco, stravaccato su una sedia in vimini, che soffriva per quel peso con lamentosi scricchiolii. Leggi tutto   

I padroni del vapore nel meridione
Gli ultimi “patrioti” resisteranno? 

Appare vivo e vegeto il piccolo mondo antico dei poteri urbani in mano a cricche annidate nei vari enti, che sponsorizzano club, associazioni, sodalizi di varia natura, finti democratici o falsi profeti della fratellanza umana in giacca e cravatta, ma anche in tuta operaia e in tonaca. Si ripetono riti di un mondo umbertino di fine ottocento nel quale il movimento proletario dei fasci siciliani con le sue utopie tentava invano di rompere le catene del privilegio ma lo faceva suonando nelle sue assemblee l’inno nazionale, la marcia reale. Leggi tutto

Ultimo avviso per una città in caduta libera

Quando è necessario e si è in palese emergenza, le nozze si possono celebrare anche con i “fichi secchi”, ma al rito, meglio ai sacrifici, debbono partecipare tutti. Se i cittadini non intendono farlo e vogliono trattenere ad ogni costo il maltolto, conviene dichiarare il fallimento, portare i libri in tribunale e consegnare la fascia tricolore al Prefetto.
E’ intollerabile che una comunità affondi nella disperazione, mentre l’orchestrina composta da una classe di potere in parte trasversale consuma le ultime risorse in cerca di consenso, suonando i soliti ritornelli, che somigliano tanto al “de profundis”. Leggi tutto

Liborio Romano, un personaggio senza emuli nell’Italia di oggi.

Oggi, in Italia, occorrerebbe un emulo di Liborio Romano che nel luglio 1860, avendo capito in anticipo l’ineluttabilità della fine del regno borbonico, da prefetto di polizia di re Francesco, iniziò a prendere contatti segreti con Camillo Benso di Cavour e con Giuseppe Garibaldi e a preparare il traghettamento del mezzogiorno dai Borboni ai Savoia. In quei giorni difficili fu Liborio Romano a suggerire a Francesco 2° di Borbone di lasciare Napoli alla volta di Gaeta senza opporre resistenza, così da evitare sommosse e inutili perdite di vite umane. Grazie a lui Garibaldi potè giungere in treno a Napoli. Leggi tutto

Complessivamente gli italiani che negli ultimi dieci anni si sono iscritti all'Aire, l'anagrafe degli italiani residenti all'estero, sono due milioni.
Di questi, circa la metà, proviene dal nord e ha un alto titolo di studio. La nota più dolente sta nel saldo negativo, a quota meno 2%, tra ingressi ed uscite. il 2% dei laureati italiani lavora oltre confine, contro lo 0,30% degli stranieri laureati lavoranti in Italia. In Germania se ne va solo lo 0,6%, in Francia l'1,10%, nel regno unito lo 0,80%, percentuali minime compensate da un alto tasso di arrivi qualificati, sopra la barra dell'1,4%.

Consiglio ai visitatori di Ethos la lettura di due libri o saggi di largo successo, editi da circa un anno; il primo reca il titolo, di per sé eloquente, ”populismo autoritario - autobiografia di una nazione” di NICOLA TRANFAGLIA e il secondo è la testimonianza di un magistrato in prima linea, ROBERTO SCARPINATO, e di un giornalista, ANDREA LODATO, dal titolo ”il ritorno del principe”. Ambedue i volumi trattano del fenomeno”BERLUSCONI” e dell’attuale patologica condizione in cui versa tristemente la società italiana. La prosa semplice, ma colta, è avvincente… 
Desidero trascrivere, dell’ uno e dell’ altro libro, alcuni interessanti tratti ed in particolare il capitolo 11 di “populismo autoritario” e la presentazione, scritta sul retro della copertina, del”ritorno del principe”.

Tattica e strategia per il potere - Mussolini fondò il suo potere: 

 

a) sulla conoscenza diretta di quella parte del movimento socialista che, pur appellandosi ad un generico riformismo, era disponibile ad ogni compromesso.

b)sull’appoggio della Chiesa, che lo accolse come l’uomo della Provvidenza; 

c)sull’esistenza di una borghesia pronta a scambiare la sua collaborazione col regime con piccoli privilegi, regalie e con adeguate risposte alle sue paure e ai suoi pregiudizi. Leggi tutto

Il mio incontro con l’associazione Ethos

E’ da poco più di un anno che ho avuto la fortuna di rivedere, dopo diversi lustri, Augusto Lucchese. Con gioia e con stupore ho scoperto il suo infaticabile prodigarsi nell’attività filantropica con la stessa energia e abnegazione da lui mostrate nei suoi e nei miei anni verdi, come se il tempo lo avesse via via irrobustito nelle sue convinzioni etiche e morali, fino a fare di lui, ennese di nascita ma etneo per elezione, un “pacifico” vulcano, dispensatore di amicizia e di suggerimenti. Leggi tutto

Un miliardo di euro all’anno, una spesa improduttiva

 che favorisce la cultura parassitaria 

La Pubblica amministrazione. locale costa almeno un miliardo all’anno in più del necessario ai siciliani, i cui rappresentanti politici ottengono o scambiano il consenso elettorale ottenuto, di prammatica, con l’elargizione generosa di impieghi pubblici di pura invenzione, privi di qualsiasi utilità.. 
Infatti:Buona parte della spesa pubblica in Sicilia per retribuire 70.000 dipendenti regionali, comunali e provinciali deve ritenersi una forma di ammortizzatore sociale di natura assistenziale, condivisa ed accettata, che ha creato nel tempo una sub - cultura parassitaria, ormai difficile da contrastare. Leggi tutto

Castrogiovanni all’epoca dei fasci siciliani – 1893-1894

Il movimento operaio, a seguito della fondazione del Partito socialista (1891), inizia ad organizzarsi anche a Castrogiovanni, divenendo un punto di riferimento rilevante nel panorama sociale italiano, soprattutto per la presenza e l’opera di Napoleone Colaianni. Seguendo le linee ispiratrici del grande politico, il fascio ennese sceglie la via della moderazione e della legalità, nonostante l’alto numero di aderenti indigenti, privi di qualsivoglia istruzione. Nel breve scorcio di un anno nel resto della Sicilia rimasero vittime della repressione governativa non meno di cento lavoratori.  Leggi tutto

Argomenti di riflessione e di dibattito

Il tenore di vita degli italiani si ridurrà notevolmente se i posti di lavoro non aumenteranno al ritmo di 480.000 posti all’anno. Nel 2030, con notevole probabilità, avremo una diminuzione della popolazione meridionale a favore del centro nord di circa un milione di abitanti.
Se l’Italia non sarà in grado di accantonare dodici miliardi l’anno, vi sarà un’esplosione del debito pubblico che dovrà, quantomeno, scendere al disotto della soglia psicologica del 99% del PIL.
Sono queste le previsioni del censis, che indica un sud spopolato e povero e una popolazione italiana invecchiata con il 26,5% di over 65. Quali i possibili rimedi? Leggi tutto

Il feudalesimo e la cultura parassitaria nel meridione e in Sicilia

Secoli di feudalesimo hanno inciso sul modo di essere del meridione determinandone i suoi aspetti deteriori, ancor oggi duri a morire. Seppure fosse stato dichiarato giuridicamente estinto nel 1812 il sistema feudale con le sue gerarchie politiche ed economiche, le sue regole non scritte sopravvissero; si creò e si diffuse, infatti, una cultura che attinse la sua forza nella piena riuscita del progetto delle classi dominanti di non cedere il loro predominio, che di fatto non cessò. Leggi tutto 

Iamsilla, storico medievale di probabili origini ennesi?

La perfetta conoscenza che Iamsilla dimostra delle vicende e, soprattutto, dei luoghi ennesi induce a ritenere che egli “possa” essere nato ad Enna o, almeno, sia a lungo vissuto nelle zone centrali dell’isola tra gli anni 1210-1258. Indagini in tal senso andrebbero condotte dagli studiosi, che finora hanno indicato Niccolò di Iamsilla quale autore di un’opera in latino del 13° secolo, cronaca dei fatti verificatisi negli anni succesivi al 1210 (Historia de rebus gestis Frederici imperatoris eiusque filiorum Corradi et Manfredi Apulie et Siciliane regnum). Pare, però, che il detto Iamsilla fu probabilmente soltanto possessore di un manoscritto di un colto storiografo ben introdotto nella corte di Manfredi. Alla luce di tali conclusioni e, soprattutto della minuta indicazione e descrizione da costui fatte delle nostre località, non è da escludere che questo storiografo abbia avuto i natali nella Castrogiovanni medievale. 

Mobilità sociale e sviluppo nel meridione. Il tragico inganno delle parole.
I proletari della mente.


Non vi sono indagini o studi che smentiscano che in Italia vi sia scarsa mobilità sociale e, in particolare, nel meridione, dove solo da qualche decennio si è formata una assai modesta borghesia imprenditoriale e delle libere professioni.   Leggi tutto

Antologia antiborghese 

Dai “I signori dello zolfo” di Michele Curcuruto – edizioni Lussografica –, ricco panorama del mondo delle miniere del passato e di un ceto sociale da esso discendente transitato nei ruoli- spesso parassitari – della burocrazia e della politica, in cerca di visibilità borghese e di posti di lavoro per i loro figli che “hanno studiato”.

“Ittammu u pilu vicchiu”
In una sola generazione a Caltanissetta siamo passati dallo scialle nero alla pelliccia di visone, dallo scapolare al doppiopetto gessato del Club Settanta, dallo scecco con le visazze alla Mercedes, dal brodo di ciciri di donna Titina al filetto flambè di Villa Isabella, dai catoi del quartieri Angeli alle villa con piscina di Sant’Elia.
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Un racconto tratto dal libro "Roccadisopra" 

di Pino Ferrante 

-“Michele scunchiuduto – 

cuppularo con laurea in medicina”

 

“Come si fa a lavorare con un caldo all’ombra di trenta gradi e con un’afa che ti tiene a mollo da mattina a sera! Ci comportiamo, senza rendercene conto, come le pecore, che sotto il sole restano immobili, per impedire che il movimento faccia crescere la temperatura corporea”. Michele, sbracato su una sedia in vimini avanti al bar, tentava, con queste parole, di offrire un sostegno antropologico e climatico all’immobilismo o alla pigrizia dei mediterranei, assioma per alcuni e pregiudizio per molti. Giuseppe, il cameriere, intervenne con sarcasmo: “ Il caldo lo senti tu e pochi altri figli di papà come te.  Leggi tutto

Un episodio tratto dal libro "Un treno lungo cent'anni da Enna a Castrogiovanni"

 

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Enna 1937, Minestrone alla “cera di candela” per Benito Mussolini

Il distintivo del fascio con la sigla P.N.F. sull’occhiello della giacca, d’altronde, apriva la porta a occasioni di lavoro e di guadagno e a piccoli privilegi, a cui gli ennesi non intendevano rinunciare anche a costo di essere accusati di “pagnottismo”. 

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Desidero ringraziare don Antonio Sciortino, direttore di “Famiglia cristiana”, siciliano di Delia (CL), per la sua generosa e difficile battaglia contro il “berlusconismo”, la piaga che affligge da oltre 15 anni l’Italia e gli italiani. La Chiesa fatica a trovare la strada del vangelo e si attarda, per la maggior parte, a dare il suo sostegno a questo deleterio fenomeno che la indebolisce perchè portatore di un messaggio incoerente e, per molti versi, blasfemo, pur se etichettato da simboli cristiani, necessari per portare a compimento l’artificio e il raggiro degli elettori. Tragicamente lo spazio temporale della Chiesa si arricchisce per i lauti compensi che il potere le paga, quali vili corrispettivi del suo appoggio. Non è cosa da poco, perché gli uomini, anche i preti, privilegiano l’oro e l’argento e assai raramente rifiutano la strada del potere a loro elargita generosamente, senza alcun contropartita. Il “ dorato” silenzio di molti uomini di chiesa sullo spettacolo di illegalità e di immoralità offerto ogni giorno dalla politica sta scavando, ormai da tre lustri, un profondo fossato di incomprensione e di astio tra l’apparato ecclesiale e i fedeli, fossato che difficilmente potrà essere coperto dall’opera e dall’abnegazione dei pochi sacerdoti onesti ed impegnati presenti nell’Ecclesia come don Antonio Sciortino ed altri. E’ una vecchia e millenaria storia; occorreranno molti uomini “probi” e diversi lustri perché la società si disintossichi dai veleni di questi anni. Sarebbe tremendamente facile e di breve tempo ottenere dei risultati se si moltiplicassero, dall’oggi al domani, nel mondo laico gli “illuminati” e nel mondo religioso gli “uomini di buona volontà”. Ma esistono i miracoli?

 

Ass. Socio-Cult. «ETHOS - VIAGRANDE»
Presidente Augusto Lucchese
e-mail: augustolucchese@virgilio.it