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Turismo
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CEFALU’
Quando , al mattino, riprendemmo il
cammino per raggiungere Cefalù, prestigiosa meta
finale di un fantastico “week-end - compleanno”,
il sole s’era appena levato sull’orizzonte.
Malgrado le poche ore di sonno mi sentivo in forma e
pieno d’energia.
La strada costiera si snodava lungo un incomparabile
scenario di pittoreschi paesaggi, in un susseguirsi di
alte pareti montagnose, talvolta quasi a strapiombo
rispetto alla strada, di profonde scarpate, di piccole
cale e grandi insenature, di linde spiagge sabbiose,
di animate borgate marinare lambite o attraversate dai
binari dalla linea ferrata.
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LAGO
DI PERGUSA
È uno dei laghi più alti
d'Italia (mt. 674). Trovasi a circa 8 Km. a sud
di Enna ed è formato da un ampio invaso
naturale, quasi una conca, la cui circonferenza misura 6,8 km.
Raccoglie le acque piovane che
defluiscono dalla catena collinare che lo circonda e
si alimenta anche attraverso canali sotterranei e
sorgenti. Non ha affluenti.
L’antica notoria fama del Lago di
Pergusa è legata al “mito di Proserpina”, la
divina Persefone dei Greci.
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“ACI,
… A TERRA DA PACI”
Era
un radioso mattino di primavera quello in cui per la
prima volta , viaggiando da Messina a Siracusa, vidi
scenari che mente umana può soltanto scorgere negli
splendori della propria immaginazione. L’occhio
vagava tra il lento degradare delle colline ammantate
di un verde cupo, che verso l’estremità del
paesaggio, da destra a manca, si avventurava nella
trasfigurazione azzurrina di un mare ospitale, antico
quanto le stagioni umane che lo solcarono fin dalle
remote età pre – elleniche. Leggi
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L'
Eremo di Assisi
Sito
a 4 chilometri da Assisi, a 791 metri di altitudine
sulle pendici del monte Subasio, l'Eremo delle Carceri
sorge nei pressi di grotte naturali, frequentate da
eremiti già in età paleocristiana, ove San Francesco
e i suoi seguaci si ritiravano nella contemplazione e
nella preghiera. Leggi
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ANDIAMO A
MILAZZO....
“IL
PAESE CHE E’ UN PARADISO”
La città era sede vescovile: il primo Vescovo
di Milazzo fu AURELIANO, quando era Pontefice SAN
LINO, eletto Papa
il 17 giugno dell’anno 68; essa si estendeva sino al
PARCO e a SAN CONO, in forma di “TRE CITTA’”, da
cui il nome al plurale, sia in età greca: Mulaz
- wn;
sia al tempo dei romani Mylae-arum; mentre il
milazzese veniva chiamato “mulasenus”. Leggi
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LA
SETTIMANA SANTA di Enna
L’elevato rango e l’importanza dei riti della
“Settimana Santa”
di Enna traggono origine e fondamento dal retaggio
storico di tradizioni e costumi introdotti in Sicilia
dalla lunga dominazione spagnola che si protrasse dal
1502 al 1713. E’ ben facile rilevare, infatti, il
netto accostamento fra tali celebrazioni e quelle
della “SEMANA SANTA DE SIVIGLIA” che, come è
noto, ha assunto, nel tempo, rinomanza mondiale. La solennità dei riti viene esaltata
dall’incomparabile cornice degli antichi edifici,
delle Chiese, dei Conventi, che sovrastano e
affiancano strade e “stradine” della turrita
“URBIS INEXSPUGNABILIS”, attraverso cui si snodano
le varie “processioni” che si svolgono durante
tutta la settimana, dalla Domenica delle Palme al
Venerdì Santo. Leggi
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La
ceramica di S. Stefano di Camastra,
tra ‘800 e ‘900
Un cospicuo numero
di ceramiche, prodotte da antiche botteghe di Santo
Stefano di Camastra, trovano adeguata collocazione in
diverse mostre e non è detto che, nel tempo, non
possano divenire, concretamente, un valido riferimento
culturale. Il recupero storico delle origini
dell’artigianato camastrense, testimonia una
creatività artigiana che fu già capace di imporsi
sul mercato meridionale dello ‘800, sotto il dominio
napoletano, attraverso una capillare diffusione, pur
se non agevolata dalla rete viaria borbonica e dalle
modeste e insicure rotte marittime partenti dai
mercati all’ingrosso ubicati in Patti che si
avvalevano, prevalentemente, di naviglio da carico
isolano, con poche eccezioni estere. Leggi
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SIRACUSA 1953: RICORDI e RIFLESSIONI
Sono trascorsi oltre
cinquant’anni da quel primo
mattino di fine aprile 1953 quando, varcata la soglia
di "SCALA GRECA" porta naturale di Siracusa,
giunsi per la prima volta al cospetto
dell'incomparabile scenario della Città aretusea,
culla dell'antica civiltà greca di Sicilia. Con animo
lieto, alla guida della mia FIAT 500/C
"topolino", fedele compagna dei frequenti
spostamenti lungo le difficili strade siciliane di
allora, avevo percorso l’agevole arteria che, a quei
tempi, costituiva l’unico collegamento fra Augusta e
il suo Capoluogo. Il vecchio tracciato si snodava fra
fiorenti campagne colme di rigogliosi agrumeti e
sfiorava, per lunghi tratti, le spiagge e le
frastagliate scogliere del mitico Ionio, disegnate dal
tranquillo frangersi della risacca o scolpite dai
ribollenti marosi delle tempeste. Quello stesso mare
che, in quel giorno e a quell’ora mattutina,
appariva azzurro e trasparente, appena increspato da
una leggera brezza di "grecale".
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