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ANDIAMO A MILAZZO....
“IL PAESE CHE E’ UN PARADISO”

(August Schneegans, 1885)

 

di Gianni Giuffè


PRESENTAZIONE 

 

 Milazzo fu definita nell’antichità

 “AUREA CHERSONESO”: Mulaz de Cersonhson Siceliaz en h ai to Hliou boez enemto, 

(da Timeo, “Storia di Sicilia”).

       La città era sede vescovile: il primo Vescovo di Milazzo fu AURELIANO, quando era Pontefice SAN LINO, eletto Papa il 17 giugno dell’anno 68; essa si estendeva sino al PARCO e a SAN CONO, in forma di “TRE CITTA’”, da cui il nome al plurale, sia in età greca: Mulaz - wn; sia al tempo dei romani Mylae-arum; mentre il milazzese veniva chiamato “mulasenus”.


L’ITINERARIO STORICO



Salendo per il “CASTELLO” e scendendo poi per il Borgo Medievale, troveremo:



1) la chiesa di “SANTA MARIA MAGGIORE”, sui cui gradini GARIBALDI riposò la notte tra il 19 e il 20 luglio 1860, prima di sferrare l’attacco e sconfiggere le truppe borboniche comandate dal Col. FERDINANDO BENEVENTANO DEL BOSCO;

 



2) Il “GOLFO DI MILAZZO” e poi quello di Patti. In queste acque, nel 260 a.C. – I guerra punica – la flotta romana (100 quinqueremi) al comando del Console Caio Duilio, sconfisse la flotta cartaginese (120 quinqueremi) agli ordini dell’Amm. ANNIBALE BARCA;

 



3) Nello stesso golfo, il 3 settembre del 36 a.C. si disputò la celebre battaglia tra la flotta romana agli ordini di VIPSANIO AGRIPPA e quella del pirata SESTO POMPEO, comandata dall’Ammiraglio DEMOCARE;

 

 



4) Dall’843 Milazzo fu sede di un “Emirato” (provincia su cui governa un emiro), denominato “VALLO DI MILAS”;

5) Il “CASTELLO” di Milazzo, che dal 1237 al 1239 fu sottoposto all’ampliamento e al restauro da parte dell’architetto RICCARDO DA LENTINI, su incarico dell’Imperatore FEDERICO II. Il Castello può definirsi “CITTA’ MURATA”, così infatti la definisce lo scrittore FRANCESCO ALAIMO(vds. La rivista “SICILIA” nº maggio –settembre 1990).


Basta confrontare il disegno che segue :





La porta della “cittadella” detta di “S.MARIA” si trova vicino all’antica Chiesa di S. LEONARDO con una confraternita di disciplinanti.



Questa chiesa fu poi donata all’ordine dei predicatori, ove l’anno 1538 fu edificata, negli stessi luoghi, la chiesa di S. Domenico, che venne a trovarsi perciò vicino al “Colle Giudeo” , così chiamato perché abitato da giudei o ebrei, proprietari dei cantieri navali ubicati lungo il litorale di levante (in Padre Francesco PERDICHIZZI, “MILAZZO SACRO”, ed. STES – Milazzo).



L’ITINERARIO RELIGIOSO



1) Muovendo sempre dalla chiesa di SANTA MARIA MAGGIORE e procedendo verso Nord, si giunge al Capo Milazzo, alla cui estremità – a mezza costa – di trova il santuario di S. ANTONIO da PADOVA, ricavato all’interno di una grotta abitata da un eremita che nel gennaio del 1221 ospitò frate Antonio da Lisbona che, navigando dalla Tunisia verso la Sicilia, fu dai venti sbattuto sugli scogli del promontorio milesio.



2) Da lì, tornando verso il Borgo, si giunge al Convento dei Domenicani con l’annessa chiesa del SANTO ROSARIO- siamo già sul COLLE GIUDEO – che fino al 1878 fu sede del TRIBUNALE dell’INQUISIZIONE e del SANTO UFFIZIO.



3) Si procede, poi, verso il SANTUARIO di S. FRANCESO da PAOLA, sede del Convento dei MINIMI, l’unico della Sicilia. FRANCESCO, giunto a Milazzo nell’aprile del 1464 dietro il pressante invito del SENATO milazzese, innalzò il celebre santuario che oggi porta il suo nome. Dopo tre anni e tre mesi di intenso apostolato, nel luglio 1467, il frate ritornò nella sua Calabria.

 



4) Passando per la chiesetta bizantina di SANTA CATERINA di ALESSANDRIA, ove si conserva una preziosa statua in marmo bianco del celebre scultore VINCENZO GAGGINI, si procede verso il Convento di S. PAPINO, costruito sul litorale di ponente, ove l’anno 331 fu rinvenuta la cassa mortuaria contenente i resti mortali di S. Papino. Lo stesso anno, essendo imperatore COSTANTINO, fu costruito in quei posti un tempio che servì da cattedrale, essendo Milazzo sede vescovile.
Nella stessa chiesa, presso un altare laterale splende un crocifisso ligneo, opera dell’insigne scultore FRA UMILE da PETRALIA, al secolo “FRANCESCO PINTORNO”. Dall’occhio destro della preziosa statua, il 18 aprile 1798, uscirono a vista di popolo, miracoloso lacrime.

5) Altra Chiesa di origine bizantina si trova al Parco; è la Chiesa della Madonna del Boschetto, che fu la Regia Cappella di Federico II°, e poi degli Aragonesi.


L’ITINERARIO TURISTICO



1) La GROTTA di POLIFEMO, antro mitico che si apre nell’acrocoro roccioso del CASTELLO, ritenuta nei tempi la dimora del ciclope
Nel 1952, nell’attiguo uliveto, è stata scoperta una “NECROPOLI” risalente alla civiltà di TAPSOS – Età DEL BRONZO (XIV – XII SEC. A. C.).

2) La GROTTA di “GAMBE DONNE”, grotta marina all’estremità orientale della punta-Capo. Dalla parte sommitale della grotta pende una stalattite a forma di una gamba femminile.

 



3) Il “CAPO MILAZZO”, da cui, guardando da levante a ponente, e poi da nord a sud, con una panoramica a 360º - il capo di Milazzo si estende per circa 6 Km nel mar TIRRENO – lo sguardo vaga dai Peloritani ai Nebrodi, dal golfo di Milazzo al golfo di Patti, passando per l’arcipelago delle Eolie, dominato dalla vicina VULCANO, quindi LIPARI, PANAREA ed oltre.



4) Ed infine, tornati al centro, ci fermiamo a passeggiare lungo la “Marina Garibaldi”, gustando ora un cannolo o una foresta nera, ora una pignolata o un sospiro.

                                 

                                                                                                        


L’ARCHEOLOGIA



La storia dell'archeologia a Milazzo inizia con il ritrovamento di alcune grandi necropoli: una dell'età del bronzo (XIV sec. a.C.) nella zona di contrada Sottocastello verso il Tono; un'altra in Piazza Roma ed altre ancora in Via XX Settembre (Protovillanoviana-X sec. a.C. e greca-arcaica VII sec a.C.).
Tutto il prezioso materiale degli scavi è oggi esposto in apposite sale presso i musei di Lipari e di Siracusa. 
Pregevole e custodito in loco un mosaico raffigurante un giovane che tiene un volatile nelle mani. Venne alla luce nel 1934 e, all'iniziale e più nota datazione (periodo romano, era degli Antonini) si è contrapposta di recente la nuova collocazione nell'età ellenistica.
Nel 1980 una necropoli preistorica è scoperta nella zona di San Papino con il rinvenimento dì grandi anfore e corredi risalenti all'età del bronzo ed al periodo greco- arcaico.
Tombe di età ellenistica, si ritrovano invece nel 1988 in contrada Ciantro alla periferia di Milazzo e, tra il corredo delle stesse, notevole interesse suscitano alcuni modellini fittili di imbarcazioni con rematori che, per la loro rilevanza storico-artistica, sono stati esposti sia nella "IV Rassegna di Archeologia Subacquea" di Giardini Naxos, che a Genova in occasione dei festeggiamenti del 500° anniversario della "scoperta" di Cristoforo Colombo.
Nello stesso anno vengono alla luce alcune tombe bizantine. Il ritrovamento dei resti di un villaggio preistorico nella pianura ha confermato la tesi secondo la quale la "Piana" fu sede di parecchi nuclei abitativi. Un'altra necropoli di età romana è stata rinvenuta in contrada San Giovanni nel corso di lavori stradali.

 

LA STORIA



La storia di Milazzo può farsi risalire ai primi insediamenti umani dell'età neolitica (4.000 a.C.). E' con i Siculi, però, che la città acquista floridezza e ricchezza sino alla fine del VII o ai primi del VI sec. a.C., quando, iniziata l'egemonia espansionistica delle popolazioni greche di Zancle (l'odierna Messina) anche il nucleo abitativo di Milazzo fu da questi sottomesso e trasformato in una "Polis" fortificata.
La sottomissione alla vicina Messina durò sino al 270 a.C., quando, a seguito di una cruenta battaglia svoltasi nella piana, Milazzo fu occupata dal siracusano Gerone II. Nel periodo romano le sue acque furono teatro di due importanti battaglie navali. Nel 260 a.C. infatti, assistette al trionfo della flotta romana comandata dal console Caio Duilio, su quella cartaginese (prima guerra punica) affermando l'egemonia romana sul mare.
Nel 36 a.C., ben due secoli dopo, Milazzo, divenuta importante base navale di Sesto Pompeo, fu legata alle vicende della guerra civile tra quest'ultimo ed Ottaviano per la vittoria navale di Vipsanio Agrippa, comandante della flotta di Ottaviano, su Sesto Pompeo.
A seguito di tale vittoria alla città venne concesso da parte di Ottaviano il riconoscimento civico con l'aquila e con il motto "Aquila mari imposita – Sexto Pompeo superato". Sotto l'Impero d'Oriente, la cittadina, non solo fece parte di un importante triangolo difensivo ma divenne anche una delle principali sedi vescovili siciliane.
Con la sua espugnazione, avvenuta nell'843 da parte di Fadhl Ibn Giàfar, iniziò la dominazione mussulmana. Durante tale periodo fu messa a capo di una nuova circoscrizione territoriale denominata 'Vallo di Milazzo" e divenne un florido centro agricolo e commerciale. 




E' di questo periodo la costruzione della grande torre del maschio, indicata come "saracena" e l'introduzione della pesca dei tonno che si svilupperà poi nei secoli successivi con caratteristiche più moderne.
Nel 1061 Ruggero d'Altavilla si impadronì della città e del fortilizio assurgendolo a testa di ponte per la conquista normanna e la cacciata dei mussulmani dalla Sicilia. Incorporato, poi, nel regio demanio da Federico II di Svevia, il suo nuovo castello fu inserito fra i "castra exenta" sotto la diretta giurisdizione reale. L'antico "Vallo" assunse la denominazione di "Comarca di Milazzo" con una potestà - riservata ai magistrati civici, militari e giudiziari - che durò sino al XVIII secolo.

 

                        


Nell'agosto del 1268, al comando di Guido Baccio da Pisa, quaranta galee sbarcarono in Milazzo i partigiani di Corradino di Svevia, quali rinforzi contro Carlo d'Angiò. Nella guerra del Vespro (1282), Milazzo venne alternativamente occupata dai due sovrani contendenti: Carlo d'Angiò e Pietro d'Aragona.
Nell'inverno del 1295, nel salone del maschio, si tenne 
l' "Assise del Real Parlamento di Sicilia" convocato da Federico II d'Aragona, per valutare il tradimento del fratello Giacomo che si era impegnato a cedere, dopo averne cacciato il fratello, l'intera isola a Carlo II d'Angiò.
Durante la dominazione spagnola, la città accrebbe la sua importanza strategica. Fu anche più volte sede del Viceré e dei Luogotenenti di Sicilia. Gli ultimi guizzi del dominio spagnolo si esaurirono nel 1713 quando, la sovranità della Sicilia passò a Vittorio Amedeo II di Savoia.
Vano fu il tentativo di riconquista da parte di Filippo V di Spagna che impegnò le truppe austro-piemontesi nel vasto e cruento assedio della città dal luglio 1718 al maggio del 1719. Durante tale assedio gravi i danneggiamenti o le distruzioni al patrimonio storico e monumentale. 
Con l'insediamento dei Borboni sul trono delle Due Sicilie, la città mantenne il suo ruolo strategico-militare. Durante le guerre napoleoniche divenne piazzaforte inglese, ospitando flotta e guarnigioni ingenti.
Durante i moti indipendentistici e carbonari (1820- 21) si susseguirono alterne importanti vicende attorno al Castello presidiato dalle truppe borboniche. 
Il 20 luglio del 1860, Milazzo fu teatro della famosa e risolutiva battaglia tra le truppe garibaldine e le truppe di Francesco II di Borbone.
Con l'avvento del Regno d'Italia, la città perse la sua importanza strategico-militare. 
Durante la prima guerra mondiale il castello divenne campo di prigionia per i militari austro-ungarici.
Durante l'ultimo conflitto mondiale Milazzo subì massicci e cruenti bombardamenti. La città, assieme a Catania, Augusta e Palermo, fu anche individuata quale zona da sbarco nel piano inglese d'invasione della Sicilia, denominato "WHIPCORD", che doveva effettuarsi il 9 dicembre del 1941 e successivamente annullato il 30 ottobre 1941.
Nel luglio del 1943, durante l'invasione attuata con il piano "HUSKY", le difese del porto di Milazzo vennero potenziate quale importante centro marittimo, ferroviario e militare. 


FRA I CITTADINI INSIGNI di MILAZZO



· Il Poeta greco FOCILIDE, vissuto nella prima metà del VI sec. a. C., autore di “SCIENZE”, e di altre raccolte di “elegie”.

· I “MARTIRI MILESII” (età romana). Nell’anno 153, imperando DECIO, ed essendo Preside di Sicilia TERILLO, molti gloriosi campioni della fede cristiana di Milazzo, furono martirizzati. Vengono celebrati dal martirologio cristiano il giorno 11 ottobre.

· Papa LEONE II, eletto pontefice nel 682, succedendo al corregionale AGATONE. Fu lui ad istituire il bacio della pace nella messa e l’aspersione dell’acqua benedetta al popolo. Morì nell’estate del 683, dopo un anno di pontificato. La chiesa ne celebra la memoria il 28 giugno.

· SANTA VENERA V. E M., martirizzata dai saraceni enll’878 (vds. Il “Martirologio” di OTTAVIO GAETANO sotto il 26 giugno).

· GIUSEPPE PIAGGIA (1822-1871) letterato e storico, Barone di SANTA MARINA, autore dell’opera “Vari generi di letteratura in Sicilia”.

· LUIGI RIZZO, ammiraglio (1887 – 1951), due medaglie d’oro, quattro d’argento al valore militare, CONTE di GRADO e di PREMUDA: onorificenze conferitegli per le sue eroiche imprese.
Fu soprannominato l’”Affondatore”. Comandante dei NAS, affondò, durante la prima guerra mondiale, le corazzate austriache “WIEN” e “SANTO STEFANO”, ancorate l’una nel porto di Trieste (notte tra il 9/10 dicembre 1917) e l’altra l’11 giugno 1918, alle ore 6 del mattino, nell’isoletta di PREMUDA.
L’11 febbraio 1918 il “CORSARO di MILAZZO” partecipò, con GABRIELE D’ANNUNZIO e COSTANZO CIANO alla memorabile “Beffa di BUCCARI” silurando quattro grosse navi mercantili austriache.


OSPITI ILLUSTRI di MILAZZO


1) ANTONELLO da SALIBA, pittore (Messina, 1466-1521).
2) ANTONIO GIUFFRE’(attivo nella seconda metà del XIV secolo), nipote di ANTONELLO da MESSINA, può considerarsi il più puro rappresentante della tradizione locale, avviata dai seguaci del grande Antonello. Le sue opere si trovano nella chiesa madre di Milazzo.

3) SCIPIO MANNI (1700) pittore dalla personalità misteriosa.

4) PIETRO NOVELLI, detto il “Monrealese” (Monreale 1603 – 1647), il massimo rappresentante dopo Antonello da Messina della scuola siciliana. Subì il fascino del CARAVAGGIO; e la sua pittura è ricca di colore e di poesia. Quasi tutte le sue opere si trovano in Sicilia, e alcune nella cattedrale di Milazzo.

5) LAZZARO SPALLANZANI (1729-1799). Sacerdote biologo, professore all’università di PAVIA, visitò a scopo scientifico la Svizzera, l’Italia meridionale, la Sicilia; e fu anche a Milazzo.

6) CAMILLO CAMILLIANI, figlio di Francesco, fu scultore ingegnere e architetto e lavorò molto in Sicilia e particolarmente a Milazzo. Suo padre, Francesco, è l’autore della fontana monumentale di piazza Pretoria a Palermo.

7) VINCENZO GAGGINI (vds. Nº4 ITIN. RELIGIOSO)

8) G. B. VACCARINI (Palermo 1702 – Milazzo 1768), architetto, visse a lungo a Milazzo, ove si trovano tra le sue opere: la chiesa del SS. Salvatore, la badia benedettina del XVII sec., la chiesa di S. Gaetano o Madonna della Neve(era la chiesa degli spagnoli di Catalogna). 

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