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L' Eremo di Assisi

 

Sito a 4 chilometri da Assisi, a 791 metri di altitudine sulle pendici del monte Subasio, l'Eremo delle Carceri sorge nei pressi di grotte naturali, frequentate da eremiti già in età paleocristiana, ove San Francesco e i suoi seguaci si ritiravano nella contemplazione e nella preghiera.
Donato dal Comune di Assisi ai benedettini, questi ultimi lo cedettero infatti a San Francesco affinché si potesse "carcerare" nella meditazione.
Ampliato nel 1400 d.C. da San Bernardino da Siena con la costruzione della Chiesa di Santa Maria delle Carceri, che ha inglobato una primitiva cappella preesistente a San Francesco, e di un piccolo convento, l'eremo è posto in un bosco di lecci secolari circondato da grotte e da piccole cappelle ove i pellegrini si ritirano ancora oggi in contemplazione.
Provenendo dalla strada che sale il monte Subasio, si prosegue per un acciottolato fino ad una volta in muratura, oltrepassata la quale si trova il "Chiostrino dei frati", una terrazza triangolare che si affaccia a strapiombo sul fosso delle carceri.
Alle estremità del chiostro vi sono le porte che conducono al refettorio dei frati e alla Chiesa di Santa Maria delle Carceri.
Al piano superiore del refettorio sono situate le celle dei frati.
Scendendo una ripida scalinata dal convento si arriva al bosco di faggi e alla grotta di San Francesco: dal sentiero antistante a questa si dipartono le altre grotte dei primi compagni di Francesco: Leone, Antonio da Stroncone, Bernardo da Quintavalle, Egidio, Silvestro e Andrea da Spello
Nel bosco, appena fuori dal santuario, nei pressi del sentiero che conduce alla grotta di Frate Leone, è sita la Cappella di San Barnaba, normalmente chiusa al pubblico, con al proprio interno un altare a Tau ed una pala cinquecentesca raffigurante Gesù deposto dalla Croce.
Tra fede e leggenda
L'Eremo delle Carceri è un luogo molto suggestivo dove la bellezza del paesaggio si fonde alla pace e alla tranquillità del bosco di lecci. Sono molti i racconti di miracoli che si associano a questo sito:
- secondo la tradizione, presso la sua grotta, San Francesco parlò con gli uccelli che, per ascoltarlo, si erano posati sul leccio secolare, tuttora presente abbarbicato sulle pendici del fossato: da allora vive nei pressi delle grotte una colonia di colombe bianche;
- tradizione vuole che il burrone che si trova nei pressi del monastero sia in realtà il letto di un fiume, oggi in secca, le cui acque furono prosciugate da San Francesco poiché disturbavano la sua meditazione e quella dei suoi discepoli;
- nella grotta di San Francesco è presente un buco nel terreno dal quale si può intravedere il fondo del burrone. Si racconta che questo è stato provocato dal demonio, sprofondato nell'abisso quando fu scacciato da Frate Rufino;
- nel mezzo del chiostro è presente un pozzo nel punto in cui, secondo una leggenda, San Francesco, tramite un miracolo, fece sgorgare dell'acqua.

Ass. Socio-Cult. «ETHOS - VIAGRANDE»  Via Lavina, 368 – 95025 Aci Sant’Antonio
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