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Politica e
partiti
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BERLUSCONI,
OBAMA: AVREI POTUTO DIRE ANCHE ALTO E ABBRONZATO
NOTIZIA
ASCA - Roma, 7 novembre – (Conferenza stampa di Berlusconi) :
''E' stata una battuta di
carineria, assolutamente spiritosa, potevo dire anche che era
alto, non l'ho detto perché sia Vladimir Putin che Medvedev non
sono altissimi, se no avrei detto che e' giovane, e' bello, e'
alto ed e' anche abbronzato''.
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SPIGOLATURE
IN RETE
ll premio Nobel per l'Economia
2008 è stato assegnato allo statunitense Paul Krugman.
L'Accademia reale svedese delle Scienze ha conferito
all'economista il premio di 1,4 milioni di euro per i suoi studi
sui modelli di commercio e sulla localizzazione delle attività
economiche.
''Credo molto nel proseguimento del mio lavoro'', è stato il
commento a caldo di Krugman all'assegnazione del prestigioso
premio. Leggi
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COLUMBUS
DEY
BERLUSCONI a Washington da BUSH
Il 13 ottobre il Presidente del
Consiglio Silvio Berlusconi è andato a Washington per incontrare
George W. Bush in quella che, forse, è l'ultima visita ufficiale
prima che il Presidente degli Stati Uniti lasci l’incarico. Leggi
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TREMONTI PEGGIO DI VISCO ?

LA MONTAGNA GOVERNATIVA HA PARTORITO
IL SOLITO ASFITTICO TOPOLINO SOCIAL POPOLARE DEMAGOGICO.
NON SI RIESCE A CAPIRE, INFATTI, CON QUANTA CONVINZIONE E SENSO
DI RESPONSABILITA’ BERLUSCONI E TREMONTI POSSONO AFFERMARE CHE
PER “SOPPERIRE ALLE ESIGENZE DELLE CLASSI MENO ABBIENTI” LA
MEDICINA ADATTA SIA QUELLA DELLA “SOCIAL CARD” O DI QUALCHE
ASFITTICO E CONFUSIONARIO “BONUS FISCALE”.
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LA
POLITICA …CHE FA ARRABBIARE. “…non è vero che gli
italiani sono più poveri” , ha ripetutamente affermato
Berlusconi. Alla luce dei fatti, però, la realtà è ben
diversa e la sua asserzione sa alquanto di voluta tattica
mendace. Non se ne dolga, quindi, se qualcuno ha osato
accostarlo al simpatico burattino collodiano.
Tutto va bene per il “Cavaliere … senza paura”, come del
resto si sentiva dire dal il suo “simpatico” e
“fotogenico” predecessore (appannato personaggio di un
tramontato modo di fare politica), visto che ambedue vivono,
abitualmente, in un contesto privilegiato, attorniati da
personaggi che li incensano e li imbeccano di “slogan
menzogneri”, oltre che di “statistiche” e “sondaggi”
artatamente elaborati. Non è ammissibile, però, che personaggi
di cotanta “levatura” non riescano a distinguere il comune
cittadino italiano da quella infida casta di “onorevoli”
che, pur pagati a iosa, ugualmente non disdegnano, talvolta, di
essere incalliti “busterelloni”; da quei politici locali
…. che gestiscono in seno ai partiti “avviate agenzie
d’affari”;
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UN
TEOREMA FACILE FACILE
Nella maggior parte delle Nazioni che, più o meno
convintamente, condividono il sistema di governo
democratico, si è diffusa e ha preso consistenza
l’opinione che convivere con la mala politica dei
partiti sia talvolta un “male necessario”, alla
stregua di un matrimonio senza amore da accettare per
pura opportunità. E ciò potrebbe anche essere almeno
in parte condivisibile, se non totalmente accettabile
!
Ma la politica da chi e da cosa trae origine ? Dai
partiti politici, ovviamente. Il “male” risiede
nel fatto che questi ultimi sono oltremodo numerosi e
difettano, in genere, di un supporto ideologico e
programmatico adeguato, chiaro e costruttivo. La loro
azione, pertanto, appare confusa, aleatoria,
strumentale, con le conseguenze che è facile
immaginare. Per l’elettore diviene sempre più
difficile comprendere, fra tante promesse elettorali
ammannite con faciloneria e a cuor leggero (quando
addirittura non in malafede) quali siano le
prospettive da prendere in considerazione e quali
siano le proposte politiche meritevoli di fiducia.
E’ come cercare il famoso ago nel pagliaio.
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8
x 1000 = Bossi….francescano
Le estemporanee esternazioni del loquace On. BOSSI,
quasi sempre provocano l’accesa reazione del mondo
politico che, in genere, lo giudica un provocatore. Il
pensiero dell’incredibile personaggio, tipico
esemplare di un certo ambiente del lombardo veneto, in
cui va molto di moda la cultura “apartheid” di
stampo nordista (quasi a far intravedere l’infelice
ritorno dei “sansepolcrini”), travalica spesso la
linea ufficiale dello stesso gruppo di cui,
meritatamente o meno, è “leader” indiscusso. Si
direbbe che, per fare scena e per accaparrarsi un
posto di rilievo nelle prime pagine della carta
stampata o sugli schermi delle varie TV, non sappia
limitarsi nel lanciare slogan, invettive,
provocazioni. E’ lo stesso metodo, vedi caso,
praticato dal suo esagitato compagno di cordata,
Silvio Berlusconi (che, del resto, non ne fa mistero),
per mantenere alta la “visibilità” del
“personaggio”. Un modo spregiudicato d’attrarre
l’attenzione dell’opinione pubblica, pura sapendo
di fomentare continue diatribe, polemiche e dissapori
che, molto spesso, trascurano la fondatezza, la
correttezza o la validità degli argomenti posti sul
tappeto e senza escludere, peraltro, il rischio che il
tutto si trasformi in un autentico “bomerang”.
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