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Serata leghista al Gianicolo di Roma. Gli stati maggiori del Carroccio, in testa il leader Umberto Bossi, che all'ingresso alza il dito medio all'indirizzo dei fotografi, si sono ritrovati a Villa Aurelia per i tradizionali auguri prima della pausa estiva. Ospite d'eccezione tra gli altri, il ministro dell'Economia Giulio Tremonti. Bocche cucite all'ingresso della sede dell'American Academy, la location scelta per l'occasione, e parata di leghisti. Tra i primi ad arrivare i governatori di Piemonte e Veneto, Roberto Cota e Luca Zaia, entrambi in completo blu ma senza cravatta. Più casual il ministro dell' Interno, Roberto Maroni, addirittura in bermuda - rigorosamente verdi - il ministro Calderoli, mentre il sottosegretario Castelli a jeans chiari e maniche di camicia. Tra gli ultimi ad arrivare, intorno alle 21,30, Bossi, l'unico ad entrare in auto blu a Villa Aurelia. Il Senatur non ha gradito la presenza dei fotografi all'ingresso e li ha "salutati" alzando il dito medio da dietro il finestrino blindato della sua auto. Con qualche minuto di ritardo è arrivato anche il ministro Tremonti, che di fronte ai fotografi ha atteso alcuni minuti prima di scendere dalla sua auto. "Non avevo la giacca", si è poi giustificato il ministro con eleganza.


Viva Bossi ... e la sua estemporanea signorilità.


La Lega lombarda fu sconfitta da Federico II, nel 1237, a Cortenuova sull'Oglio. Cortenuova, in effetti, cancellò Legnano e con essa la rivendicazione della "libertà comunale". Per i leghisti di allora fu un autentico disastro. Il simbolico Carroccio, abbandonato sul campo di battaglia, fu catturato e trasportato a Roma, in Campidoglio, fra frizzi e lazzi contro i “milanesi” sconfitti e umiliati. E’ azzardato accostare la fase storico - politica di allora alla ricattatoria, quanto insicura e pericolosa, aspirazione al federalismo di oggi? A prescindere dalla validità o meno dei valori della memorabile Lega anti Barbarossa, è da dire che, se è vero che spesso "la storia si ripete", anche all’odierna lega bossiana, pur se sostanzialmente differente per contenuti e finalità, potrebbe toccare un'altra Cortenuova. Bossi & C., infatti, hanno ormai perso la bussola e, in funzione del loro sfacciato tornacontismo federal - padano (che, in effetti, è solo una sorta di lasciapassare per puntare ad un sempre maggiore potere di scambio politico - elettorale) stanno sostanzialmente minando le basi democratiche della Nazione. Berlusconi, nel contesto di un tale squallido scenario, assolve parecchio bene la funzione di "cavallo di Troia" e Giulio II Tremonti è divenuto, di fatto, l'ultimo acquisto del club o clan leghista. Stiano però attenti che quest’ultimo solo in pochi casi riesce a calciare in porta. A parte ogni altra considerazione più o meno storica o più o meno ironica, Bossi & C., nella misura in cui oggi vanno d'amore e d'accordo con i palazzi dell'oscuro potere "centralista romano", prima tanto vituperato, stanno pienamente dimostrando quanto siano fisiologicamente incoerenti. Oltretutto è chiaro a tutti quanto bene riescano a pascolare, nei ricchi e fertili colli della "Roma ladrona", il loro non tanto “eletto” gregge. A questo punto, anche per i pseudo moralisti della premiata ditta BOSSI – MARONI - CALDEROLI & C., non si può fare a meno di far valere il detto: “dimmi con chi vai e ti dirò chi sei”. E’ ovviamente superfluo, infine, ogni commento circa la maleducazione e la volgarità del “capo” quando si permette di alzare il "dito" medio in segno di disprezzo per i giornalisti. Povera Italia, .... in che mani sei cascata. 


Scritto da Augusto | 22.07.2010, su “blog Virgilio Alice”

 

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