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Storia 

 

 

SINTESI della CONFERENZA TENUTA IN VIAGRANDE IL 10 SETTEMBRE 2008 SUL TEMA “I RETROSCENA DELL’ARMISTIZIO DELL’8 SETTEMBRE 1943. ANALISI DI UNA TRAGEDIA NAZIONALE”. 
RELATORE Augusto Lucchese – COORDINATORE Orazio Costorella.

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Telegiornale Rai uno, ore 8,25 del 14 settembre 2006. 
“Un minuto di storia” a cura di Gianni Bisiac.

Non s’intravede alcuna razionale motivazione per cui un giornalista possa essere pagato per diffondere inesattezze o per stravolgere gli avvenimenti storici e, pertanto, non rimane che prendere atto dell’esistenza, in seno alla RAI, dell’incresciosa tendenza al pressappochismo e alla superficialità informativa. Un fenomeno che rappresenta una delle principali cause per cui, attraverso il piccolo schermo, la disinformazione e l’ignoranza si diffondono a macchia d’olio, e del perché i cosiddetti “luoghi comuni”, piuttosto che essere concretamente demoliti, hanno preso ad imperversare, alla stregua di tante “anofele”, sulla indifesa massa dei teleutenti. 
Ma passiamo ai fatti. Giovedì, 14 settembre 2006, alle ore 8,25 circa, è ancora in corso il “telegiornale del mattino” quando il conduttore annuncia la messa in onda della rubrica “un minuto di storia”, a cura di Gianni Bisiac. 
Parlando di Amedeo di Savoia – Duca d’Aosta, Bisiac ne traccia un brevissimo “curriculum” che si proietta sino alla sua nomina a Viceré e Governatore dell’A.O.I.

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Sperando di fornire utili informazioni su uno specifico momento storico che riguarda l’Italia nella 2° Guerra Mondiale e non per spirito di polemica verso il periodico che nel settembre 2004 ebbe ingenuamente ad ospitare l’ameno servizio cui ci si riferisce, riguardante gli avvenimenti bellici che coinvolsero Malta, si ritiene opportuno riportare la risposta a suo tempo fatta pervenire agli estensori dello stesso .

Panzane su
MALTA 1942.

Opportune precisazioni e doverose rettifiche.

 

Leggendo il farraginoso servizio “Arcipelago Maltese, un popolo in difesa”, a firma di Carmelo Bonavia e Ricardo Nisi, apparso sulla rivista AGORA’ n°17/18 del settembre 2004, non si può non rimanere parecchio perplessi.Pur rispettando le soggettive opinioni degli autori, i quali, chiaramente, si sono basati su argomentazioni espositive strettamente di parte, oltre che su notizie chissà dove attinte, non si può non evidenziare taluni aspetti che non concordano con la realtà storica, così come non si può sorvolare su alcune discordanze di date, citazioni e riferimenti.

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Aspetti controversi dell’invasione della Sicilia

- 10 luglio 1943 -

Sintesi della conferenza tenuta dal Presidente dell'Associazione, Augusto Lucchese, l'11 luglio 2008.

 

L’idea di invadere la Sicilia era emersa a Londra già nell’estate del 1942, quando i responsabili dell’apparato politico e militare inglese ritennero di fissare due importanti obiettivi strategici nel Mediterraneo: Sicilia e Sardegna, alle quali furono assegnati rispettivamente i nomi in codice di “Husky” e “Brimstone”. L’invasione tutta britannica delle due più grandi Isole italiane, tuttavia, fu immediatamente contrastata a livello di Alto Comando Interalleato.
La Conferenza di Casablanca (in codice “Operazione Symbol”), fu organizzata, il 14 gennaio del 1943, proprio per prendere una decisione sulla delicata questione insorta. 
In tale sede, alla fine, fu stabilito di dare la precedenza alla invasione della Sicilia che, distando appena 130 km. dalla costa della Tunisia e molto meno da Malta, rappresentava il punto più agevole per sferrare il primo attacco alla “Fortezza Europa”. L’attacco, in ogni caso, sarebbe stato portato da forze congiunte americane e inglesi.

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10 luglio 1943 
invasione della Sicilia 

GLI STRABILIANTI ERRORI DEGLI ALLEATI

 

Se gli Alleati avessero deciso a tempo di impiegare altrove (nello mese di luglio 1943 e in concomitanza con l’arresto di Mussolini) le forze occorse per invadere la Sicilia, creando una robusta testa di ponte nel Sud della Francia (progetto “ANVIL”) o nell’alta Toscana, la guerra in Europa, specie in Italia, sarebbe durata almeno un anno di meno poiché i tedeschi sarebbero stati costretti a ritirarsi per non farsi intrappolare in una sorta di Stalingrado Italiana. L’Europa non avrebbe subito tante distruzioni e lutti.

Churchill, nella ponderosa e documentata “La II Guerra Mondiale”, che raccoglie le sue “memorie”, a tal proposito sostiene (pag. 52, parte 1°, volume 5) che la sua idea era originariamente proprio quella ma che “….gli americani non si lasciarono convincere”. Fu, in effetti, un errore madornale del Pentagono e di EISENHOWER. A pag. 67 afferma altresì che “….non c’era bisogno di esaurirsi nei Balcani e in Italia”. 

 

 

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Ass. Socio-Cult. «ETHOS - VIAGRANDE»  Via Lavina, 368 – 95025 Aci Sant’Antonio
Presidente Augusto Lucchese
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