I fatti di
Bronte,
una
indelebile macchia nella storia d’Italia.
Rivisitare
in chiave esaustiva, pur se critica, determinati periodi della
storia contemporanea, specie quelli attinenti l’unificazione
dell’Italia sotto l’infausta monarchia sabauda, non può che
fare bene alla coscienza del popolo, in generale, e delle
giovani generazioni che stanno oggi avviandosi verso una
difficile crescita, in particolare.Fra i tanti avvenimenti che,
da un secolo e mezzo circa a questa parte, hanno segnato
l’evolversi del quadro politico nazionale e istituzionale, non
possono essere dimenticati i tragici “fatti di Bronte”.La
risaputa tragedia accadde nell'agosto del 1860, l'anno in cui la
Sicilia, mediante uno strumentale quanto controverso
“plebiscito”, fu annessa (21 ottobre 1860) al Regno Sardo
Piemontese di Vittorio Emanuele II e di Cavour. Non sarebbe male
indagare, almeno in modo virtuale, sul come venne indetta e
condotta la citata convocazione popolare che, alla luce dei
fatti e in contrasto con ogni principio democratico, rappresentò
un vero e proprio imbroglio elettorale.
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LA SICILIA
NELLA STORIA, dalle antiche civiltà ai nostri giorni.
LA
SICILIA, a buon diritto, ha sempre goduto della felice nomea di
"terra promessa" del turismo. Il clima temperato, gli
stupendi paesaggi, gli antichi monumenti e l'inestimabile
patrimonio archeologico e artistico, il mare invitante e il
cielo azzurro, hanno rappresentato un richiamo cui mai è stato
facile sottrarsi, quasi si trattasse di una sorta di misterioso
magnetismo. Le antiche civiltà insediatesi in Sicilia dal IX al
VII secolo a. c., particolarmente quella fenicia e greco
corinzia - civiltà già affermate e vitali quando ancora i
"sette colli" romani non erano che incolta campagna -,
hanno lasciato preziose vestigia nei territori ove presero corpo
le prime "colonie", talvolta in siti tuttora poco
conosciuti e in piccoli borghi dell'entroterra magari arroccati
sui costoni d’impervie montagne.
L'Isola, crocevia del
Mediterraneo, fu sempre considerata, però, "terra di
conquista". Cartaginesi, Romani, Arabi, Normanni, Angioini,
Aragonesi, Spagnoli, e chi più ne ha più ne metta, giunsero
sul suo suolo, pugnandovi in lungo e in largo, bivaccandovi da
padroni, sfruttando e depauperando le sue risorse.
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