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                         Rubrica

          NO LEVA MILITARE

 

 
 



LIBERI CITTADINI ANTI NAIA


Questo “GRUPPO” (NO LEVA MILITARE) nasce per contestare e contrastare il ventilato pericolo che possa prevalere, ad opera di qualche “genio” della odierna indefinibile e insicura classe politica, l’oscurantistica idea di ripristinare il servizio militare obbligatorio, la triste e unanimemente avversata NAIA.
A fronte di una tale deleteria iniziatica (nell’ambito dell’odierno scenario politico non c'è tanto da meravigliarsi), occorre rafforzare e compattare il pensiero e l’azione di chi ritiene che sia sconsiderato e anacronistico ripristinare qualsivoglia forma di obbligatorietà del servizio militare, pur se di minima “durata”.
La illogicità d’ogni eventuale “progetto” di tal natura non potrebbe che dare la misura della malafede di chi ne ha fatto e ne fa argomento di pseudo “politica attiva”.
A fronte di sconclusionate motivazioni di stampo demagogico e di falso spirito moralistico ("… così i ragazzi imparano un po' di educazione"… dice Salvini), si farebbe rivivere il famelico “mostro” della coscrizione obbligatoria, divoratrice di preziosi mezzi finanziari e di valide risorse umane. Un “mostro” che nel passato (per oltre 140 anni) ha azzannato una gran massa di giovani (da non confondere, a qualsiasi titolo, con i fanatici del militarismo o con quei “firmaioli” che nella vita civile rientrano nella categoria dei “disoccupati per vocazione”), straziandoli all’insegna del controverso principio che essenzialmente in tal maniera si concretizza l’obbligo di “servire la Patria”. Strumentale asserzione che non dovrebbe implicare, peraltro, l’adozione dello schiavistico concetto che “comandare è un diritto e obbedire è un dovere”. Un “mostro” che insaziabilmente si nutre di burocrazia, di sperperi, di interessi privati, di arretratezza concettuale, di assiomi psicologici obsoleti e controproducenti.
C’è pericolo che si voglia tornare al periodo del “credere, obbedire e combattere”?

14 dicembre 2018                                                  A.Lucchese

 

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                                                                                                                   Per informazioni: augustolucchese@virgilio.it   

 

                                                            Il libro può essere acquistato (€.16,15) in rete, collegandosi a:

                                                            https://www.mondadoristore.it/libri/Augusto-Lucchese/aut03785318/

 

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La notizia: Giornale di Sicilia 12 agosto ·2018 

 

Salvini valuta il ritorno del servizio militare: "Così i ragazzi imparano un po' di educazione"

«Vorrei che oltre ai diritti tornassero a esserci i doveri», di fronte ai casi di mancanza di educazione e senso civico, «facciamo bene a studiare i costi, i...

Commento inviato da LUAU il 14 agosto 2018:

Il Ministro Salvini (ex belusconiano) ogni tanto alza l'ingegno e tira fuori dalla sua gerla qualche sensazionale annuncio. In merito alla sua superficiale "valutazione" circa il ripristino del servizio militare è meglio non esprimere giudizi. La cretinata che esso possa influire sulla "educazione" dei giovani è una vera propria barzelletta. Può darsi che l'illustre improvvisato Ministro non abbia vissuto di persona l'esperienza di una tale forma di "educazione". Peraltro le Caserme, anche se oggi in regime di volontariato, non possono aspirare ad essere  "SCUOLA" di accettabili costumi di vita. Mi farò obbligo, appena pubblicato, di omaggiare il sig. Ministro del mio testo "Diario di un coscritto". Uno spaccato di vita vissuta e di fatti per niente esaltanti, non chiacchiere da palcoscenico politic

 

SERVIZIO DI LEVA OBBLIGATORIO

A proposito del nefasto periodo in cui ancora vigeva il “Servizio di leva obbligatorio”, è stato pubblicato di recente un volume intitolato, per l’appunto,  DIARIO DI UN COSCRITTO.  In esso sono rassegnati i retroscena, i lati oscuri, le considerazioni, le riflessioni, concernenti l’allucinante vita di Caserma di una certa epoca.  Il libro, come premessa, contiene una ricostruzione storica dei controversi periodi che tristemente segnarono il servizio di leva obbligatorio in Italia dal 1860 in poi, sino al 2005, quando venne “sospeso” mediante un ibrido provvedimento di legge che ricalca l’adusa prassi italiana di non risolvere alla radice i problemi  ma di accantonarli, magari rendendoli cancerogeni.  Non  si è avuto il buon senso di “abolirlo” per come bene è stato fatto in circa un centinaio di altri Stati, meno ambigui e più coesi del nostro, a fronte di solo una decina ove esso è tuttora vigente, fra cui le due Coree, Cuba, Eritrea, Iran, Laos,Turchia, che non brillano certo per caratteristiche democratiche e per tendenza al rispetto della libertà dei propri cittadini. Nel citato libro sono riportate, altresì, talune altolocate testimonianze e citazioni, oltre a pertinenti raffronti, a vario materiale fotografico illustrativo e al testo di vetusti inquietanti regolamenti e decreti (in parte ancora vigenti) che nel tempo hanno disciplinato l’organizzazione delle strutture militari.   

 

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Più sotto è riprodotta la copertina del libro recentemente edito dalla Casa Editrice "ALBATROS" - Roma riguardante, in particolare, lo scottante argomento del Servizio di Leva obbligatorio vigente in Italia sino al gennaio del 2005. Il testo ha come base elaborativa il cronologico "DIARIO" a suo tempo scrupolosamente tenuto dall'autore nel corso dei duri 18 mesi di vita militare trascorsi nelle Caserme di Montorio Veronese e di Siracusa.

 

   La Casa Editrice ALBATROS ha inserito in copertina il seguente commento:

"Il servizio di leva è stato sospeso in Italia, con parecchio ritardo rispetto al periodo postbellico, a decorrere dal 2005.
Per generazioni di giovani è stato, tuttavia, un “insensato travaglio”,
come scrive l’autore nelle prime pagine di questo suo diario romanzato,
un racconto a tutto campo della esperienza vissuta negli ambienti di caserma,
da Nord a Sud dell’Italia.
Gran parte del materiale trae origine dalla
rielaborazione del diario d’allora, redatto secondo la stretta cronologia
degli avvenimenti. Alla descrizione delle giornate passate sotto la
NAIA per quasi un anno e mezzo, si alternano commenti, riflessioni, severi
giudizi, tutti tesi a dimostrare “l’inciviltà della vita di caserma”.
Dal caos organizzativo interno all’inutile severità disciplinare,
dalla mediocrità di parecchi superiori alla diffusa, disdicevole forma di dispotismo.
Non mancano, tuttavia, al di là dei toni aspri e polemici,
i momenti di condivisione con gli altri commilitoni,
le giornate spensierate di libera uscita
contrapposte al grigiore dei giorni in caserma, le occasioni, in realtà rare,
di rivincita sui superiori e di riconoscimento delle proprie capacità.
La NAIA sarà stata pure un calvario per molti,
ma nel passato ha rappresentato
uno spaccato di vita che coincideva inevitabilmente con uno dei
momenti di transizione dalla gioventù all’età matura.


 

Il libro è distribuito nelle librerie italiane dalla rete "Messaggerie".

E' in fase di approntamento la pagina web all’interno del bookstore del  sito internet www.gruppoalbatros.com e  il libro potrà essere ordinato direttamente dall’e-shop dello stesso sito.  Entro circa un mese sarà anche possibile acquistare la versione eBook dell’Opera nei formati ePub (per iPad, Kobo, ecc.) e Mobypocket (per Kindle) tramite Mondadori Store, La Feltrinelli, Libreria Rizzoli, Apple iBook Store, Amazon Kindle Store e ulteriori 200 store online.

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Alcuni "botta e risposta" sull'argomento, di recente apparsi sulla rete:

Natale Morgana: "CORNUTO E DISONESTO CHI NON VUOLE IL SERVIZIO DI LEVA OBBLIGATORIO, PER INSEGNARE L'EDUCAZIONE E IL RISPETTO A CERTI GIOVINASTRI SCAPEZZACOLLO, PER INSEGNARE IL MODO DI VIVERE E LA DISCIPLINA , ED AVERE DELLE RESPONSABILITA' NELLA VITA.  LEVA OBLIGATORIA INSEGNA A DIVENTARE UOMINI e  TOGLIERE TANTI GIOVANI DALLA STRADA MAGARI INTRAPENDENTO UNA VITA MILITARE DI CARRIERA PER AVERE UN LAVORO IN QUALSIASI RAMO COME MILITARE, NONCHE AD ESSERE RISPETTOSO VERSO I PIU GRANDI E VERSO I PROPRI GENITORI "


Commenti:

Lucchese Augusto: Se il servizio di leva ha insegnato a diventare zoticoni come te è stato un bene che lo abbiano SOSPESO, sperando che altri si rassegnino a non riproporlo. Se volete, fatevi una caserma per conto vostro ove potrete vivere come volete senza costringere gli altri ad imitarvi.

Alfredo Zummo: "Io sono d'accordo con te,  ti posso assicurare che non è la vita militare che può far diventare educate le persone. Forse darebbe un po’ di disciplina ,..... ma l'educazione è Ben'altra cosa. Te lo dice una persona che non ha fatto il militare ed è persona educata !!!....ciao.

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Don Nandino Capovilla, parroco della SS. Risurrezione di Marghera, stralcio di alcune riflessioni che hanno fatto seguito alla proposta di ripristinare, in Italia, il servizio obbligatorio nell’Esercito:
"No al ripristino del servizio militare obbligatorio. Servire la Patria è ben altra cosa che fare obbligatoriamente un anno di lavoro per imparare a uccidere.
.........
La prima cosa infatti che ho pensato sentendo questa incredibile idea di ripristinare la naja obbligatoria è stata che non saremmo proprio sulla strada giusta per il bene dei nostri giovani e del Paese se decidessimo di investire tempo e denaro nel rilanciare “lo strumento dell’esercito”......
....le edicole sono ancora piene di libri sulla prima guerra mondiale (scritta in minuscolo perché erroneamente si continua a chiamarla pomposamente “Grande” guerra, mentre fu disgraziatamente solo una “inutile strage” (Benedetto XV). Ma la memoria di chi la guerra l’ha fatta è piena di appelli a non ripetere davvero più gli errori del passato pensando di costruire la pace con lo strumento della guerra.
.
......
Chi lo propone, invece, tira fuori l’educazione, anzi, la “buona educazione” che immaginiamo sia imparare a farsi il letto, obbedire ai superiori, tenersi in ordine la camera e l’uniforme. Questo motiverebbe un enorme investimento economico e morale di tutta la gioventù italiana. Ma “buona educazione” è portare al rispetto dell’altro, maturare attenzione e cura per chi è più svantaggiato, testimoniare l’amore verso tutti, senza se e ma.
.........
«Ma l’Esercito è per il bene del Paese!», aggiunge qualcuno. «E la naja è la scelta di un giovane di servire la Patria». Chiediamoci allora cosa significa oggi “servire l’Italia”? Quali esperienze aiutano a crescere in umanità e dignità? E nel concetto di Patria non ci dovrebbe essere proprio questo? In parole povere: il militare esiste per imparare a fare la guerra e non per soccorrere i terremotati, come mostrano gli spot nelle scuole dove si reclutano le nuove leve. E la sola idea di “vestire l’uniforme” mi dice cancellazione della coscienza e appiattimento della diversità di ogni uomo nell’uniformità del plotone.
Ritorno della leva obbligatoria? Chiedete un parere alla storia, ....

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Marco Bertolini (ex Generale, in pensione): "Sospendere la leva obbligatoria è stato un errore. Con la fine della leva si è puntato troppo sui volontari in servizio permanente. Pochi volevano fare il soldato allora ed è stata giocata la carta della professionalizzazione. Sono arrivati molti giovani anche perché fare il soldato oggi con le missioni all’estero è più attraente".

“È stato commesso un errore, buttando via il bambino e l’acqua sporca per imitare il servizio permanente come in polizia. Serviva professionalità, è vero, ma il soldato deve essere giovane. Il poliziotto può andare in pattuglia con l’auto, il soldato, in condizioni operative, deve correre con uno zaino di 30 chili sulle spalle. Altro errore per come è concepito l’ingresso. Per le donne si usano standard più bassi rispetto ai maschi. Così l’esercito ha una eccessiva presenza femminile. È sbagliato. Il problema è stato affrontato ideologicamente".

Commento di Augusto Lucchese: - Esimio sig. Generale, è parecchio evidente che non è stato un errore sospendere la leva obbligatoria. L'errore è stato quello di non avere sfoltito a tempo debito (e di parecchio) gli organici delle varie ARMI oltre che l'organigramma degli alti graduati in servizio, spesso inutilizzati per mancanza di specifici incarichi e, in ogni caso, in numero spropositato rispetto alle effettive occorrenze. Si dice che questi ultimi siano circa il doppio dei pari grado in servizio nelle Forze Armate USA.  Un costo rilevantissimo per l'asfittico bilancio di casa nostra. Ne conviene?

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    Ass. Socio-Cult. «ETHOS - VIAGRANDE»  
Presidente Augusto Lucchese
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