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27 0ttobre 2012

 

 

INCONTRO  CON  IL PRESIDENTE DEL LION  CLUB DI ENNA 

ANGIOLO ALERCI

 

In occasione di un recente meeting del Lion Club di Enna, Lei ha voluto commemorare il 50° anniversario della morte dell'ing. Enrico  Mattei, Presidente dell'ENI.

Come mai ha scelto questo argomento?

-                      Il motivo è stato uno solo; Mattei è morto il 27 ottobre 1962, per un incidente accorso al suo aereo al rientro a Milano, dopo aver passato l'intera giornata tra Enna e Gagliano Castelferrato, dove l'ENI aveva trovato un grande giacimento di metano.

La scelta  fatta di trattare questo argomento è scaturita da due diversi motivi: il primo perchè  la decisione adottata dalla Corte di Appello di Palermo nell'agosto scorso, sulla scomparsa del giornalista Mauro De Mauro,  ha collegato tale scomparsa alla morte di Enrico Mattei ed ha chiamato in causa l'ex Senatore D.C. Graziano Verzotto, la seconda perchè -come risulta dalla documentazione fotografica- sono l'unico superstite di quel giorno trascorso da Mattei ad Enna, ed anche per il mio rapporto di amicizia con il Sen.Verzotto.

Qualche particolare sulla visita di Mattei a Enna

-                      Mattei arrivò ad Enna intorno alle ore 9, ricevuto dal Sindaco e dalle autorità cittadine,  trascorse ad Enna alcune ore per consentire alle autorità di raggiungere Gagliano in auto, mentre Mattei, assieme all'on. Giuseppe D'Angelo – Presidente della Regione- utilizzarono l'elicottero.                                          2

Per trascorrere al  meglio questo intervallo, D'Angelo mi chiese di portare in giro in auto per la città il giornalista americano Wiliam Mc Hale , che accompagnava Mattei, al quale feci visitare il Castello di Lombardia, il Duomo e la Torre di Federico che si trova vicino al Campo Sportivo di Enna ove stanzionava l'elicottero di Mattei.

Lei seguì Mattei anche a Gagliano ?

-                      No, perchè avevo un impegno a Catania, ma mi ricongiunsi con il gruppo nel tardo pomeriggio, prima di rientrare ad Enna assistendo al decollo dell'aereo.

 

Si è detto che Mattei aveva invitato il Presidente D'Angelo a seguirlo a Milano e che D'Angelo prima accettò e poi rinunziò

-                      E' vero. D'Angelo aveva accettato l'invito a condizione di essere riportato a Catania il giorno dopo entro le ore 9,  perchè aveva programmato, con le autorità siracusane, una visita agli impianti di Priolo.

D'Angelo rinunziò al viaggio quando Mattei disse al pilota “domani dovrai riportare il Presidente a Catania entro le ore 9”, e alla risposta del pilota  “per me OK, se da Linate mi daranno l'autorizzazione al decollo, perchè Lei sa che in questo periodo, per la nebbia, spesso ritardano le partenze”. Sentita questa comunicazione D'Angelo rinunziò a quel viaggio che durò meno di due ore, e che si concluse tragicamente a Bascapè, a pochi chilometri dall'aereoporto di Linate.

Allora si sono fatte tante ipotesi su quell'incidente aereo

     - Si parlò di un fulmine, dal momento che in quella zona imperversava un temporale, di sabotaggio, per il fatto che la politica di Mattei sui giacimenti petroliferi aveva notevolmente danneggiato le cosiddette “sette sorelle”  che gestivano,  in regime di monopolio,  il mercato del petrolio in tutto il mondo.

Ma solo ora,a seguito della decisione della Corte di Appello di Palermo, si è fatta un po' di chiarezza.

Quale chiarezza

      - Sono stati approfonditi molti degli aspetti che, nel tempo, erano stati accantonati con molta superficialità, sono state verificate delle circostanze concomitanti, come la scomparsa del giornalista Mauro De Mauro che,collaborando con il regista Rosi per la preparazione del film “Il Caso Mattei”, era venuto in possesso di fatti collegabili all'incidente aereo nel quale trovò la morte l'ing.Mattei.

Elementi valutati dalla Corte di Appello di Palermo, nella sentenza soprarichiamata, con la quale l'estensore , il Giudice Angelo Pellino, dopo avere assolto Salvatore Riina quale mandante, fa esplicito riferimento ad “ambienti politico-mafiosi”sottolineando il ruolo avuto da Graziano Verzotto, già Senatore e Segretario Regionale della D.C. Presidente dell'Ente Minerario Siciliano e “uomo di fiducia” dell'ing.Mattei.

Lei ha detto di avere conosciuto bene Verzotto,che valutazioni può fare su quanto emerso dalla richiamata sentenza

-                      Ho conosciuto Verzotto nel 1948 quando la Direzione Centrale della D.C., all'indomani della sconfitta elettorale nelle prime elezioni regionali.  lo assegnò al Comitato provinciale della d.c. di Catania  in qualità di addetto alla organizzazione.

 

In quel periodo ero delegato provinciale e membro del Comitato Nazionale del movimento giovanile della d.c., frequentai Verzotto per i continui incontri connessi alla organizzazione del partito in Sicilia.

Con Verzotto si stabilì un rapporto di amicizia, documentato da una foto da me scattata al Castello di Lombardia, dove venne  invitato per assistere ad uno spettacolo della allora  famosa stagione lirica “

Che impressione le  hanno  fatto le motivazioni della sentenza della Corte di Appello di Palermo

-                      Nel tempo vi erano state spesso delle illazioni, ma la consacrazione in una sentenza, anche se con l'attenuante che Verzotto non può ulteriormente difendersi essendo deceduto del 2010,  mi ha fatto approfondire il problema, e sono stati alcuni nuovi riscontri che mi hanno lasciato molto perplesso.                                    

Ad esempio 

-                      In occasione di una intervista rilasciata da Verzotto al giornalista de “La Sicilia” di Catania Toni Zermo il 10 febbraio 2003, alla domanda “ Quando Lei venne in Sicilia” Verzotto rispose:”Mi ci mandò Mattei nel 1955 perchè la d.c. mi voleva dare, come poi mi ha dato, l'incarico di Commissario del partito a Siracusa e perchè l'interesse dell'ENI per la Sicilia cresceva e bisognava creare un ufficio per le relazioni dell'ENI con la Regione”

Si è trattato di una risposta più che inesatta falsa, perchè, come ho già detto Verzotto venne in Sicilia alla fine del 1947, con destinazione Catania, dove conobbe l'On.Maria Nicotra Fiorini che, prima lo fece nominare Commissario della d.c. di Siracusa, e poi lo sposò.

Perchè Verzotto, a distanza di circa 50 anni, ha voluto differire di circa 8 anni la sua presenza in Sicilia?

Vorrei affidare la conclusione al giornalista Giuseppe Carlo Marino che, nel suo libro “Storia della Mafia”, trattando della morte di Enrico Mattei così scrive:                                    

“”Per la parte svolta dai siciliani,ben più che credibili sospetti si addensano sul boss di Riesi Giuseppe Di Cristina. Ed è davvero inquietante il fatto che Di Cristina fosse buon amico e compare di Verzotto  il quale nel settembre del 1960  era stato suo testimone di nozze””

Non vorrei fare ulteriori considerazioni nei confronti di una persona che mi è stata amica e che non c'è più, e quindi  non potrebbe  fornire ulteriori prove a sua discolpa, ma non posso sottacere il fatto che, nell'ultimo periodo, negli ambienti d.c. Verzotto veniva considerato un elemento molto capace,capacissimo,capace di tutto.

 

 

 

Descrizione delle foto

 

Foto 039  Scattata intorno alle ore 10 del 27 ottobre 1962 dal giornalista ennese

Emanuele Fonti presso il Belvedere di Enna.

Da sinistra: un Ispettore di Polizia,il giornalista americano Wiliam Mc Hale, Gino Vetri Presidente della Provincia, l'0n.Giuseppe D'Angelo Presidente della Regione, Enrico Mattei Presidente dell'ENI ed Angiolo Alerci V.Segretario Provinciale della D.C. di Enna

 

Foto 040  Scattata nell'agosto 1964 da Angiolo Alerci. Castello di Lombardia di Enna in occasione della rappresentazione di un'opera lirica. Da sinistra l'Avv. Adriano Termine dirigente provinciale della d.c., una signora ospite, il sen. Graziano Verzotto e la sig.ra Ina Alerci

 

Foto 041 Giuseppe Di Cristina presunto organizzatore dell'attentato all'aereo di Mattei.

Ho conosciuto Di Cristina nel 1961 a Mazzarino ove dirigevo la locale Agenzia della Sicilcassa.

E' venuto a trovarmi in Ufficio per avere notizie su eventuali rapporti bancari in essere con suo padre, residente nel vicino comune di Riesi, recentemente deceduto.

In quella occasione mi fece omaggio del  cartoncino a ricordo del padre foto 042

 foto 039                                     foto 040

   

                                  

 

foto 041

 

  

 

 

 

foto 042


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