DARIO FO
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(Il trafiletto che segue, riportato nell’interezza di allora, risale ad alcuni annetti addietro - marzo 2002 - e fa riferimento alla partecipazione di Dario Fo ad una delle prime trasmissioni del noto Talk Show
“Ballarò”, condotto, con malcelata iattanza, da Giovanni Floris, dagli studi di RAI 3).
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In una puntata di “Ballarò”, andata in onda nel marzo scorso, molti teleutenti hanno potuto assistere alla sfrontata esibizione del ben noto “Nobel” sig. Dario Fo’, il quale, sfoggiando l’arrogante dialettica che è divenuta il suo biglietto da visita e la consueta presuntuosa ironia, si è adoperato a fondo (anche mercé la preconfezionata “claque”) per fare credere che gli americani sono degli sciacalli mentre Saddam, pur se unanimemente indicato come tiranno e carnefice, è divenuto quasi un martire della violenza USA. E’ scivolato, oltretutto, nella insulsaggine (altri hanno cercato invano di frenarlo e correggerlo) quando con congeniale spavalderia ha ripetutamente tirato fuori dal suo repertorio di “luoghi comuni”, la storiella “fuori tema” dei ”bombardamenti a tappeto” che, a suo dire, hanno colpito solo la popolazione civile irachena, o quando, impropriamente, ha fatto riferimento al giochetto delle …“scatole cinesi” (se lo sa lui dove voleva andare a parare) per sostenere che è in atto il tentativo di sviare l’attenzione dall’ingiusto accanimento contro il miserando despota iracheno.
Potrebbe anche esserci un qualcosa di vero (si sa quanto poco attenti e rispettosi della vita altrui siano gli americani in materia di bombardamenti aerei e di impiego di armi micidiali), ma non sembra che il palcoscenico di Ballarò sia il contesto più adatto per manifestare convinzioni sostanzialmente personali e del tutto gratuite.
Non sarebbe bene che l’ilare marionettista si decidesse a limitare i propri soggettivi commenti alle eventuali sue apparizioni negli spazi chiusi dei teatri e delle arene ? In tali circoscritti luoghi i molti o i pochi che lo apprezzano e ne condividono il pensiero, potrebbero liberamente osannarlo e applaudirlo mentre, di riflesso, si eviterebbe, a chi la pensa diversamente, la vista e l’ascolto delle sue discutibili “performance” che, oltretutto, non sempre rientrano nei canoni e nei confini della decenza e del buon gusto !
Ha fatto bene “Blob”, alcune sere dopo, a far risaltare la goffaggine da avanspettacolo del logorroico personaggio e la mancanza di rispetto nei riguardi della massa non inquadrata dei teleutenti, nella misura in cui il citato Sig. Floris lo ha convintamente ospitato in una trasmissione Rai di largo ascolto, “Ballarò” per l’appunto !

Una delle viuzze del quartiere Ballarò di Palermo
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