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Cari Amici,dalle notizie di stampa, avrete certamente appreso del grande risultato conseguito in occasione della raccolta delle firme a sostegno del Referendum per l'abrogazione dell'attuale legge elettorale (il c.d. porcellum) e per il ripristino della legge precedente (il c.d. mattarellum).A questo punto, mi sembra opportuno relazionarVi brevemente sull'esito del nostro impegno e sui possibili sviluppi della vicenda.In tutta Italia, e nei tempi brevissimi imposti dal ritardato inizio della raccolta (poco più di un mese, in luogo dei tre mesi normalmente previsti), sono state raccolte oltre 1.210.000 firme (molte di più delle 500.000 prescritte); nell'occasione, il PLI ha svolto un ruolo importante raccogliendo circa 60.000 firme, di cui oltre 7.000 in Sicilia , nell'un caso come nell'altro al di là di ogni iniziale aspettativa.Nella mattinata del 30 settembre, insieme agli altri membri dell'Ufficio di Presidenza del Comitato Referendario, mi sono portato in Cassazione per il rituale deposito della firme e per la sottoscrizione del relativo verbale (v. foto). L'iter referendario seguirà ora le seguenti scadenze, dettate dalla Legge 352-1970:a) entro il 31 ottobre 2011 l'Ufficio Centrale costituito presso la Corte di Cassazione rileva eventuali irregolarità ed invita i promotori a contestarle o sanarle non oltre il termine del 20 novembre;b) entro il 15 dicembre 2011 il predetto Ufficio si pronunzia con ordinanza definitiva sulla legittimità della richiesta referendaria, esclusa ogni cognizione sull'ammissibilità; c) entro il 20 gennaio 2012 la Corte Costituzionale delibera in Camera di Consiglio per valutare l'ammissibilità costituzionale della richiesta;d) non oltre tre giorni prima della deliberazione possono essere depositate memorie a sostegno o contro la richiesta;e) entro il 10 febbraio 2012 viene pubblicata la sentenza della Corte Costituzionale che decide in ordine all'ammissibilità della richiesta;f) se la richiesta verrà ammessa dalla Corte, il Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri, fissa la data di svolgimento del referendum in una domenica compresa tra il 15 aprile ed il 15 giugno 2012. Come si vede, la battaglia referendaria ha traguardato una tappa importante, ma non è finita; è cominciata la sua seconda parte, non meno difficile, che consiste in primo luogo nel sostenere l'opportunità dell'iniziativa referendaria, intervenendo nel dibattito politico in ogni occasione che si presenterà; spetterà poi al Comitato Promotore di difenderne l'ammissibilità dinanzi alla Corte Costituzionale.L'obiettivo resta ovviamente quello di votare nella primavera del 2012 per spazzare via l'indecorosa legge elettorale che attualmente regola l'elezione (rectius, la "nomina") dei parlamentari.E' tuttavia possibile che, una volta che il referendum sia stato indetto, i partiti che lo hanno osteggiato o non condiviso provochino la fine della Legislatura, anche allo scopo di impedire lo svolgimento della consultazione referendaria e di "rinominare" i parlamentari utilizzando ancora una volta il "porcellum"; in tal caso è previsto che il referendum già indetto venga sospeso e che il suo iter ricominci a svolgersi a partire dal 365° giorno dall'elezione (rectius, "rinomina") del nuovo Parlamento. Nell'attualità, resterà in ogni caso il significato politico dell'iniziativa, che già oggi costringe tutte le forze politiche, anche quelle più ostili o indifferenti, a fare i conti con la grande spinta popolare resa manifesta dal grande successo della raccolta di firme a sostegno del Referendum.Niente sarà più come prima!Con viva cordialità. 

 

Enzo Palumbo

 

 

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