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C’era una volta “l’azzurro” 

Il cielo terso era il suo spazio infinito ! 

 


Cirri candidi e spumeggianti si rincorrevano nella vastità della volta celeste dando vita a soffici e diafane nuvole che si rincorrevano in un continuo sovrapporsi e integrarsi di fantasiose forme.

Il loro bizzarro evoluire induceva a meditare sulla grandiosità del Creato, su quel qualcosa di miracoloso che anima i ritmi della natura, sulla perfezione delle regole cui, da sempre, la vita del Pianeta ha ubbidito ! 
Nella bella stagione, levandosi pigro sull’orizzonte, il sole riproponeva fantasmagorici scenari d’intenso nascente chiarore arabescato da delicate sfumature. Generosamente, tornava ad elargire luce, calore e benessere. Di buon mattino, poi, nell’albeggiar soave del nuovo dì, variopinti, agili e garruli uccelli si proiettavano verso l’incontaminato spazio azzurro e, con il loro cinguettare, i loro sussurrii, i loro festosi richiami, sembravano volessero intonare un inno alla vita che riprendeva il suo corso. 
Ogni essere vivente, appagato e stimolato dalla fresca e balsamica aria mattutina, tornava alle aduse incombenze e, con rinnovata lena, si appressava all’aduso lavoro Pur se assillato, talvolta, da ansie e insicurezze, il suo animo era comunque sereno e fiducioso quando riusciva a godere del rassicurante scenario offerto dal cielo azzurro e limpido. E anche la fatica diveniva più accettabile e meno gravosa. 

Tutto ciò potrebbe apparire, oggi, il “prologo” di una favola d’altri tempi o, più semplicemente, l’immagine idilliaca di un’antica epoca smarritasi nel labirinto dei ricordi ! 
Invece, no…., non è né l’uno, né l’altra. 
E’ solo il rimpianto, forse un po’ malinconico ma reale, di quell’ecosistema che la provvida natura ha saputo plasmare nei millenni ma che si sta oggi perdendo fra le spire dell’attuale pseudo civiltà affaristica, iper industriale e super meccanizzata.
L’uomo, sottostando ai pressanti e fuorvianti miraggi del falso benessere e dell’egoistico consumismo, sta determinando, giorno dopo giorno, nefandi rivolgimenti ambientali che, ineluttabilmente, portano la qualità della vita a deteriorarsi sempre più. 

E non è rilevante che l’alba continui a sorgere, che la natura seguiti, magari faticosamente, a mantenere i suoi ritmi, che la luce continui a regolare il lento alternarsi del giorno e della notte, che il riposo continui ad essere il solo sicuro antidoto per ogni fatica. 
In questo nuovo tumultuoso e inquietante scenario, l’azzurro, aggredito e indifeso, tende, ogni giorno di più, ad impoverirsi delle sue smaglianti sfumature, assorbito dal “grigio plumbeo” che ormai domina, sempre più incontrastato, fra i colori dell’iride!
Il ciclico fluire delle stagioni appare vistosamente sconvolto, mentre la cupa tinta dei nuvoloni forieri di tempesta impone sempre più la sua ricorrente presenza. 
L’aria malsana e satura d’impalpabile e corrosivo pulviscolo, spesso accompagnata da densa e appiccicosa foschia, imperversa ed opprime. 
L’ancor giovane pianeta, ciò malgrado, ubbidiente al suo sincrono instancabile moto e rispettoso del tempo che ne scandisce l’immanente feconda vitalità, non ha mai lesinato e non lesina accoglienza e sostentamento ai suoi figli.
L’uomo iper meccanizzato, in cambio, oltre a maltrattarlo diuturnamente, da polo a polo, ha trasformato l’atmosfera, che lo circonda e lo protegge, in una “discarica” ove riversa, incoscientemente, ogni sorta di velenosi avanzi dell’irrazionale attività industriale o del frenetico abuso di strumenti tecnologici ormai largamente diffusi nella vita familiare e sociale. L’ “effetto serra”, il “buco dell’ozono”, le “piogge acide”, sono le macroscopiche conseguenze di tale irresponsabile condotta.
Da tempo si dibatte la delicata questione, si reclamano i necessari correttivi, si indicono assise di scienziati (..o pseudo tali), di politici, sovente legati ad oscuri interessi lobistici, di uomini di cultura, talvolta fuorviati dalla smania dell’apparire o dall’ambizione, ma solo una sparuta minoranza ha sinora dimostrato di avere preso a cuore seriamente i problemi connessi ai rischi che gravano sul pianeta. E’ quantomeno incredibile, ad esempio, che parecchi illustri uomini di scienza – forse perché iscritti nei libri paga di ingorde multinazionali – diffondano pareri e diagnosi che tendono a sminuire l’ampiezza e la pericolosità di taluni sempre più ricorrenti fenomeni. Quasi che il loro compito fosse solo quello di nascondere la verità, sottovalutano il buon senso e la capacità intuitiva di chi vive la realtà d’ogni giorno, realtà che, purtroppo, risente parecchio dei palesi sconvolgimenti ecologici e ambientali. E’ ormai chiaro a tutti che il Pianeta, lentamente ma inesorabilmente, si sta avviando verso un punto critico di non ritorno che può determinare, verosimilmente, un futuro drammatico, se non proprio un avvenire di tragica invivibilità, dello stesso. 
Appare anche evidente che il delicato sistema eco biologico della Terra non potrà resistere a lungo all’assalto di quelle schiere di forsennati che per motivazioni più o meno speculative e tornacontistiche, spesso avvalendosi delle prezzolate “protezioni” dei vari “potenti della Terra”, stanno sconvolgendo le regole di base dei cicli rigenerativi della natura e dell’ambiente. 
Il processo di degrado, così incautamente innescato, potrebbe sfociare, oltretutto, in un disastro a livello planetario e, probabilmente, si giungerebbe al temuto tragico “finale” di questa brutta storia!
Riprendendo il discorso iniziale, l’ ”HOMO SAPIENS” del terzo millennio, dopo avere quasi azzerato l’azzurro, avrà il buon senso e la capacità di evitare che l’incontrastato predominare del “grigio” assurga a simbolo della sua materialistica esistenza e del suo stesso incerto futuro ? 
E’ oltremodo preoccupante, infatti, constatare come “l’azzurro” del cielo, una volta smagliante e gioioso, stia scomparendo, di fatto, dai quotidiani scenari, specie nelle aree intensamente abitate ove si registrano i più alti tassi di inquinamento atmosferico. 
L’Italia, rinomato “paese del sole”, del “mare pulito”, del “cielo sereno”, dovrà mestamente rinunciare al colore “azzurro”, del quale, sino ad oggi, si è orgogliosamente fregiata ? 
Gli atleti che la rappresentano in ogni settore dello sport sono da sempre denominati “azzurri”, così come “azzurra” è la Nazionale di Calcio e come “azzurra” ancora si vanta di essere l’Arma Aeronautica. Sembra assurdo che tale invidiabile prerogativa sia destinata a divenire anacronistica, se non proprio un effimero ricordo. 
E’ da augurarsi, in ogni caso, che non si voglia addossare alle nuove generazioni il peso delle multiformi malversazioni poste in essere, specie in quest’ultimo secolo, dalla cosiddetta “società civile” dei cinque continenti con l’evidente colpevole beneplacito dei “governanti” di turno. Coloro i quali gestiscono le sorti della Terra, non possono seguitare a negare o sminuire, se non evidenziando la loro irresponsabilità - in alcun modo giustificabile - la crescente pericolosità delle mutazioni che si stanno delineando nell’ecosistema planetario. L’inveterata prassi di puntare all’ottenimento di un effimero potere attraverso deleteri equilibrismi politici o mediante inqualificabili trame imbastite in combutta con il mondo speculativo delle “multinazionali”, inficia, però, ogni positiva sperabile soluzione e ostacola le buone intenzioni e gli sforzi di gruppi e organizzazioni che operano nella cosciente consapevolezza dei rischi che il Pianeta sta correndo. 
Se nelle distorte menti di molti dei “despoti” della politica mondiale albergasse ancora un po’ di buona coscienza, dovrebbe apparire inderogabile la necessità di correre ai ripari. Non possono, oltretutto, addossare alle future generazioni il rischio di doversi accollare, “senza beneficio d’inventario”, la pesante eredità da loro lasciata. Appare fin troppo evidente, infatti, che tale “lascito” potrebbe consistere in un pianeta gravemente danneggiato, stracolmo di problematiche ad elevato rischio, sovrastato dallo spettrale incubo nucleare o batteriologico che, già da solo, potrebbe condurre, per follia egemonica di pochi o solamente per un banale errore, alla autodistruzione del Pianeta !
 

A. Lucchese
Brucoli, agosto 1988

Ass. Socio-Cult. «ETHOS - VIAGRANDE»  Via Lavina, 368 – 95025 Aci Sant’Antonio
Presidente Augusto Lucchese
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