* Home

* Scrivi


L’anomalia della politica italiana
Tasse a gogò - Recessione sicura - Governo insicuro

A detta dell’inverecondo ex premier On. Cav. Berlusconi, l’Italia è oggi amministrata da un Governo chiamato ad operare in una situazione “anomala”. Tale gratuita affermazione, pur se parecchio blanda rispetto a quella esternata, con congenita acredine, dagli ex compari della Lega - i quali hanno candidamente asserito che trattasi di un Governo non democratico e anticostituzionale -, non è tuttavia del tutto infondata. 
E’ chiaro a tutti, infatti, che l’attuale giunta di governo (formata da “insigni” personaggi la cui qualifica di “tecnici” è quantomeno parecchio discutibile) non s'avvale di una propria autonomia decisionale essendo di fatto condizionata, non tanto nascostamente, dall’indegno quanto spregiudicato rigurgito intromissivo dei vari clan partitici e particolarmente di quello berlusconiano. I componenti di quest'ultimo, continuando a seguire servizievolmente l'ambiguità del tracotante "signore" di Arcore - solo apparentemente estromesso dai giochi di potere -, sfacciatamente dimenticano che sino a poche settimane addietro hanno ciecamente sostenuto il nefasto governo del trio Berlusconi-Tremonti-Bossi cui, palesemente, è da attribuire la responsabilità dell'attuale disastrosa situazione economica italiana. Se l'Italia fosse semplicemente una S.P.A. regolata dai vigenti Codici, quanti componenti del precedente governo, in uno al suo capo, avrebbero dovuto rispondere del reato di bancarotta fraudolenta?
Sembra che adesso, da dietro le quinte, si sia dato vita ad una sorta di “governo ombra” che tenta di seguitare ad agire non per il bene del Paese bensì in funzione di un occulto schema operativo tendente a difendere pregressi privilegi e favoritismi di natura aziendale (a suo tempo ottenuti, si dice, con metodi e sistemi poco ortodossi, per non dire altro), pretese di ingorde caste politiche e affaristiche,  nebulosi interessi speculativi di lobby e consorterie varie. Il tutto a fronte del ricatto di staccare la solita spèina.
Non è pensabile che l’esimio Prof. Monti (promosso “senatore a vita” per necessità opportunistiche - istituzionali) non sia pienamente consapevole di tutto ciò, così come non è ipotizzabile che il Presidente Napolitano non lo sia altrettanto. Dato ciò per scontato e considerata la levatura dei citati personaggi, non rimane che augurarsi che non si voglia ancora una volta turlupinare la massa popolare, non solo ingannevolmente estromessa - mediante la rinomata “porcata” della vigente legge elettorale risaputamente di marca leghista - dalla sua vitale funzione democratica - costituzionale, ma sistematicamente sottoposta a gravosi “sacrifici” e a indegni “salassi fiscali” mentre la classe degli ingordi privilegiati (politici e non) continua imperterrita a fare i comodacci propri alle spalle dei tartassati onesti contribuenti. 
A fronte di un governo di necessità, chiaramente non parlamentare, s'è venuto a creare un quadro politico istituzionale parecchio instabile, quanto pericoloso, che assecondando gli interessi di un europeismo formale e insensibile (oltre che burocratico e settoriale) pone in secondo piano le esigenze primarie della Nazione. Ciò a prescindere dal fatto che le classi meno abbienti hanno dovuto soggiacere ad indiscriminati nuovi balzelli pur a fronte della constatazione che ormai c'è ben poco da grattare sul fondo del barile. PIL azzerato, recessione in atto, disoccupazione in aumento, costo della vita sempre più insopportabile, pressione tributaria alle stelle, evasione fiscale affrontata con metodi del tutto aleatori, irrazionali e fondamentalmente inconcludenti, riforme istituzionali reiteratamente enunciate ma mai seriamente portate avanti, vessatori aumenti di accise e tariffe. Questo è l’ottenebrante scenario della vita politica italiana che sempre più sta deprimendo le energie reattive della parte sana della Nazione e sempre più sta inficiando il rapporto di fiducia nei riguardi delle istituzioni, tutte incluse e nessuna esclusa. La corda è fin troppo tesa e potrebbe spezzarsi da un momento all’altro, pur considerando che in Italia non siamo in Egitto o in Libia o in Siria, per non dire in Russia o in qualcuno dei molti Stati asiatici, africani o sudamericani in cui le insurrezioni popolari sono all'ordine del giorno e di uso comune, specie quando ottengono l’imprimatur delle Forze Armate o delle organizzazioni paramilitari a sfondo terroristico. 
Non bastano certo gli onesti sermoni del buon Napolitano a far cambiare le cose. 
Un novello “miracolo italiano” potrebbe essere quello di intravedere un'affiorante onestà concettuale e comportamentale degli attuali discussi e controversi timonieri della politica italiana. Una presa di coscienza che dovrebbe coevamente includere i nuovi acquisti provenienti dall’eccelso mondo accademico (in buona parte bocconiano), dal misterioso (per non dire tenebroso) mondo della finanza (bancaria e non), dalle nebulose e infide stanze dell’alta managerialità di stato.
Peccato che, a quanto sembra, il tutto appartiene al mondo dei sogni.


22/12 
                                                                                                     Luau

 

 

 

 

Ass. Socio-Cult. «ETHOS - VIAGRANDE»  Via Lavina, 368 – 95025 Aci Sant’Antonio
Presidente Augusto Lucchese
Tel. - Fax: 095-790.11.80 - Cell.: 340-251.39.36 - e-mail: augustolucchese@virgilio.it