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15 ottobre 2014

LA RIFORNA DEL SENATO

 

Il 30 aprile 2014 alle ore 20,30 mentre si cominciavano a preparare le azioni di disturbo, in vista dell'esame della proposta di modifica del Senato della Repubblica, nel clima della richiesta collaborazione da parte del Presidente Renzi ho trasmesso allo stesso una mia proposta di modifica della composizione del Senato.

In tanti altri miei interventi avevo sostenuto la inutilità del sistema bicamerale, voluto dai padri costituenti in un particolare momento difficile che attraversava il nostro paese, definendolo inutile, costoso e dannoso e che è servito soltanto ad allungare l'iter di approvazione delle leggi.

Sapendo che era difficile raggiungere accordi per pervenire alla abolizione del Senato, avevo suggerito la seguente soluzione di modifica con mail diretta al sito ufficiale di “matteo@governo.it

 

 PROPOSTA DI MODIFICA EL SENATO

 Composizione n. 100 membri

  da parte delle regioni tre membri  Presidente della Regione, Presidente dell'Assemblea e un rappresentante delle minoranze, sessanta membri

  da parte dei comuni  i Sindaci dei capoluoghi di regione, venti membri

 da parte dei Sindacati i rappresentanti delle tre maggiori organizzazioni e dei sindacati minori, sei membri   

 da parte dei datori di lavoro i rappresentanti degli industriali,dei    commercianti, degli agricoltori e degli artigiani, quattro membri

 da parte del Presidente della Repubblica  personalità del mondo accademico e delle professioni, dieci membri

Il Senato potrebbe così assorbire anche quelle funzioni che il soppresso CNEL ha, di tanto in tanto,svolte.  

 

 Il 20 giugno, quando la Commissione Affari Costituzionali del Senato esitò il testo elaborato dalla stessa Commissione, sono rimasto stupito dal fatto che la Commissione, con qualche lieve modifica, aveva seguito indicazioni da me suggerite.

Infatti questa è la proposta che è stata esitata:

 Composizione n. 100 membri

 

Dai Consigli regionali            n.74 anziché n.60

Dai Sindaci                            n.21 anziché n 21 

Di nomina Presidenziale        n. 5  anziché n.10.

 

Si tratta,in sostanza, di un copia/incolla della proposta da me trasmessa il 30 aprile 2014 alla attenzione del Presidente Renzi modificata in peggio.

Infatti queste sono state le modifiche apportate.

-         Introduzione della immunità per i Senatori

-         Elezione diretta dei membri del nuovo senato,  pretesa da coloro i quali occupano quei posti nella loro qualità di nominati per effetto del porcellum, senza tener conto che sia i consiglieri regionali che i sindaci sono stati regolarmente eletti dal popolo e non nominati dalle caste.

-         La eliminazione delle rappresentanze delle forze sociali che avrebbero consentito di svolgere, con maggiore serietà, i compiti che dovevano essere svolti dal soppresso CNEL.

Speravo che la nuova legge di riforma non fosse ricordata con il nome del plagiatore, invece dal momento della sua approvazione in prima lettura già di parla di legge “Boschi”.

 

Angiolo Alerci

 


 

 

 

 

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