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MUOS – Canneto di Caronia:

una ipotesi da verificare.


Un conoscente virtuale, che mi chiede di rimanere anonimo, identificandolo solo con le iniziali, dopo uno scambio di opinioni sui misteri che avvolgono Canneto di Caronia, mi ha inviato una lunga nota, al fine di promuovere appropriate ricerche e approfondimenti. Si tratta di un giornalista che si è sempre occupato di ricerche sul traffico di armi, nuove tecnologie belliche, sperimentazioni militari, acquisendo anche una buona competenza circa le nuove frontiere della fisica e protocolli militari di nuova concezione. Molti di questi “test” vengono svolti in segreto, e magari spacciati per normali fenomeni naturali.
Cerco di riassumere la lunga trattazione, cogliendo i punti salienti.
(Le parti in corsivo sono dell’autore G. L.)

Uno di questi protocolli in fase di sperimentazione è stato (e a volte viene ancora) testato e sperimentato in Italia, e ritengo sia la verità alla base di quello che viene spacciato per un banale sistema di comunicazione satellitare noto come MUOS (che sta per Mobile User Object System). Possiamo chiamarlo con quel nome, o “raggio della morte”, il nome non ha molta importanza: ciò che importa è come funziona.
Secondo alcuni scienziati, l’effetto fisico su cui si basa questo fenomeno era stato ipotizzato dallo stesso Nikola Tesla ( V. http://it.wikipedia.org/wiki/Nikola_Tesla), il grande genio serbo, che negli anni ’40 sarebbe riuscito anche ad effettuare alcuni esperimenti segreti negli Stati Uniti d’America; alla sua morte il suo lavoro sarebbe stato secretato e solo recentemente i files su questo brevetto sarebbero stati riaperti e gli esperimenti sarebbero ripresi con maggiori potenzialità grazie alle tecnologie di oggi, in particolare grazie alla diffusione delle comunicazioni satellitari.

Ma come funzionerebbe quest’arma ?
Il MUOS si baserebbe su una reazione nucleare che avviene in alta atmosfera.

Alcune particelle pesanti, dette ADRONI, verrebbero accelerate a dismisura da un acceleratore lineare montato su un satellite in orbita, e sparate verso terra. Quando urtano con le particelle d’aria della bassa atmosfera (che è più densa), questi adroni danno origine ad un fascio di FOTONI.
I fotoni, in meccanica quantistica, sono le particelle vettrici del campo elettromagnetico, quindi il risultato è un potentissimo raggio di radiazione elettromagnetica diretto verso terra. Questo raggio non è visibile, ma interagisce con i dispositivi elettrici e/o magnetici che incontra sulla sua strada, provocandone in pochi secondi il surriscaldamento e l’autocombustione, o addirittura l’esplosione. Un’arma del genere avrebbe un potenziale distruttivo abnorme: quasi tutti gli oggetti di uso quotidiano contengono circuiti elettrici, o quantomeno parti metalliche (anche i metalli, infatti, poiché conducono bene l’elettricità, reagirebbero ad un raggio del genere). Un dispositivo simile, se adeguatamente potente, potrebbe facilmente mandare in tilt un’intera città.

una ipotesi possibile, secondo alcuni, poteva essere quella di una dispersione di energia da parte della vicina ferrovia elettrificata, ma innanzitutto questa dispersione non è mai stata provata, e inoltre non è curioso che su centinaia di migliaia di Km di rete ferroviaria nazionale, negli ultimi 50 anni non si sia mai verificata una dispersione di energia? E se si è verificata, come mai non si ha notizia di altri fenomeni di esplosioni di elettrodomestici?
E se si fosse trattato davvero di un esperimento segreto e deliberato di origini militari?
E se il raggio della Morte funzionasse davvero?

Riprende ancora il mio amico virtuale;

Niente di quanto ho scritto fino ad ora è frutto di fantasia: le reazioni fisiche che ho tirato in ballo sono ben note a tutti gli scienziati, anche quelli che dubitano siano mai state utilizzate per esperimenti segret., Tutt’ora, a Canneto, questi fenomeni “spontanei” continuano ad avvenire regolarmente, anche se più raramente rispetto al 2004: potrebbero essere dei “test” effettuati periodicamente (e ovviamente in maniera meno intensiva rispetto ai test iniziali di un nuovo prototipo), come è prassi per molti protocolli tecnologici.
Naturalmente, se cercate su Internet il termine MUOS, troverete delle notizie riguardanti un sistema protocollato di comunicazioni satellitari: vale la pena però considerare alcune singolari coincidenze.
Innanzitutto, si tratta di un sistema di trasmissione dati ad altissima frequenza: in fisica a frequenza maggiore corrisponde energia maggiore. Quindi un rilevamento di onde elettromagnetiche ad energia superiore alla norma, sarebbe facilmente giustificato e mascherato come trasmissione di pacchetti di dati ad alta frequenza. Inoltre, di recente, in Italia sono state installate 4 antenne terrestri per il “Sistema di telecomunicazioni MUOS”, e indovinate un po’ dove? In Sicilia, a poche decine di chilometri da Canneto di Caronia.
Inoltre, a livello ufficiale, chi è il principale azionista, finanziatore e utilizzatore del sistema “di telecomunicazioni” MUOS? Pensate che coincidenza, il Department of Defense americano, il “ministero della difesa” che, come sappiamo, in America si è sempre comportato da “ministero della guerra” – e anche questo è un dato pubblico che può essere verificato facilmente.

Le antenne del MUOS servirebbero, esclusivamente, a indirizzare il raggio di radiazione elettromagnetica, nel punto prescelto, sia per la sperimentazione che, successivamente, per usi bellici. Ciò che accade di “misterioso” nel “tunnel dei misteri”, sarebbe la prova che tale fascio di energia allo stato puro, attraversa senza problemi anche le montagne.

Oggi il movimento No-MUOS è quasi del tutto oscurato dai media nazionali, io stesso non ne sarei venuto a conoscenza se non avessi indagato sul rapporto tra i fatti di Canneto di Caronia e i fenomeni fisici conseguenti all’accelerazione di adroni in alta atmosfera, che sono per me oggetto di studio professionale. Ma oggi, è importante far sentire la nostra vicinanza al popolo siciliano, perché quello contro cui stanno lottando non è semplicemente l’installazione di un ennesimo ripetitore inquinante e radioattivo, ma un vero e proprio esperimento di ingegneria militare.

G.L. - Riassunto da Rosario Amico Roxas
 

 

LA SCABROSA VICENDA DEL “MUOS” DI NISCEMI 

(MUOS - Mobile User Objective System – progetto militare di comunicazioni satellitari delle Forze Armate USA)
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Il presidente della Regione CROCETTA ha smentito le unilaterali dichiarazioni dell'assessore ai Beni culturali, ZICHICHI, il quale ha affermato che la struttura MUOS di Niscemi non rappresenta un pericolo. 

Il presidente Crocetta ha dichiarato che le valutazioni del professor Zichichi sul Muos «….dovranno essere verificate da organismi sanitari abilitati». «In particolare - ha detto il governatore - penso all'Organizzazione mondiale della sanità o all'Istituto superiore di sanità….». «….D'altra parte - ha aggiunto - la posizione del governo è sempre stata chiara: pensiamo che il Muos oggi non abbia i necessari pareri sanitari e che i lavori non possano proseguire, né l'impianto possa essere messo in marcia. Ribadisco che l'affermazione dell'assessore è totalmente non condivisa dal governo regionale …. ».

CHE COSA E’ IL MUOS (Mobile User Objective System) ?
(Notizie attinte dal Web)

Il Mobile User Objective System (MUOS) è un sistema ad altissima frequenza (UHF) (da 300 MHz a 3 GHz di frequenza) del sistema SATCOM, in primo luogo al servizio del DoD (Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti). Il MUOS sostituirà il sistema UFO prima che questo sia dismesso per fornire agli utenti nuove funzionalità e maggiore mobilità, accesso, capacità e qualità del servizio. Destinato principalmente ad utenti mobili (ad esempio, piattaforme aeree e marittime, veicoli di terra e soldati appiedati), il MUOS trasmetterà la voce degli utenti, i dati e le comunicazioni video. Il MUOS opera come fornitore globale di servizi cellulari per sostenere ogni militare con le moderne funzionalità della tecnologia cellulare, come ad esempio la condivisione di file multimediali. Converte un sistema telefonico con connessione commerciale di terza generazione (3G) Wideband Code Division Multiple Access (WCDMA), in uno militare radio UHF del sistema SATCOM utilizzando satelliti geostazionari al posto di torri cellulari. Operando nella banda di frequenza UHF, una banda di frequenza inferiore a quella utilizzata dalle tradizionali reti cellulari terrestri, il MUOS permette ai militari di comunicare in ambienti svantaggiati, come le regioni boscose in cui i segnali di frequenza più elevati sarebbero eccessivamente attenuati dalla volta della foresta. La costellazione MUOS sarà composta da quattro satelliti operativi e uno di riserva in orbita. Il MUOS fornirà utenti con accessi militari point-to-point e con comunicazione compensata con l'accesso basata su un sistema di precedenza e preventivo per voce, dati, video o una miscela di servizi voce e dati che coprano l'intero globo. Le Connessioni possono essere instaurate su richiesta dagli utenti nel campo, in pochi secondi, e poi rilasciate con la stessa facilità, liberando risorse per altri utenti. In linea con i metodi militari di comunicazione più tradizionali, reti pre-programmati possono anche essere stabilite in modo permanente o per programma specifico usando, con base a terra, i centri di gestione della rete MUOS. L'“Ufficio per il Programma delle Comunicazioni Satellitari” della Marina Militare degli Stati Uniti (PMW 146) del comitato esecutivo del programma (PEO) per i sistemi spaziali a San Diego è lo sviluppatore a capo del programma MUOS. Lockheed Martin è il Prime Contractor del sistema e progettista del satellite del MUOS sotto US Navy Contract N00039-04-C-2009, che è stato annunciato il 24 settembre 2004. Il costo più incentivi più premi di aggiudicazione per il MUOS definiti una periodo-base di esecuzione dei sette anni del valore di $ 2'110'886'703. Il contratto base prevede una capacità operativa iniziale composto da due satelliti con gli elementi associati di controllo a terra MUOS. Il contratto definisce anche le opzioni del contratto che, se esercitate, potrebbe aggiungere quattro anni e ben 1.154.948.927 dollari alla base contrattuale. Subappaltatori chiave includono General Dynamics (Architettura di trasporto terrestre), Boeing (Legacy UFO e porzioni del WCDMA payload ) e Harris (riflettori maglia schierabili). Il lancio in orbita del primo satellite era stato previsto per la fine del 2009 con il raggiungimento della capacità in orbita nel 2010. Dopo molti ritardi, il primo satellite MUOS, MUOS-1, è stato lanciato nello spazio il 24 febbraio 2012.
L'installazione del Naval Radio Transmitter Facility nell'area di NISCEMI, nella provincia di Caltanissetta, è stata oggetto di proteste della popolazione e dei rappresentanti locali. A poche ore dalla manifestazione nazionale di protesta organizzata dal movimento "NoMUOS", la Procura di Caltagirone ha disposto, in data 6 ottobre 2012, il sequestro della stazione radio MUOS di Niscemi in quanto l'installazione avrebbe violato le prescrizioni fissate dal decreto istitutivo dell'area protetta. Sequestro che è stato poi annullato in data 28 ottobre 2012 dal Tribunale della Libertà di Catania dando così il via libera alla ripresa dei lavori; il Procuratore della Repubblica presso il tribunale di Caltanissetta attende le motivazioni del Tribunale di Catania per valutare la possibiltà di un ricorso in Cassazione. Nel gennaio 2013 sulla questione interviene il Presidente della Regione Sicilia Rosario Crocetta, che avanza la richiesta di sospensione dei lavori di installazione delle quattro antenne del MUOS. Il dibattito si è acceso in tutta la Sicilia, coinvolgendo il mondo politico sociale, culturale e addirittura dello spettacolo.


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Nel ribadire la nostra piena solidarietà verso chi si batte per contrastare e bloccare sul nascere (e non quando poi le gravi conseguenze, come di solito avviene in Italia, diverranno insanabili) le problematiche scaturenti dal progetto MUOS, riportiamo il seguente articolo riguardante gli inqualificabili retroscena e le connivenze che hanno permesso ad una potenza straniera (USA) di avviare i lavori per la realizzazione di una mega struttura militare che attenta alla salute della popolazione civile e inquina vasti territori siciliani. Ogni commento è superfluo.

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Muos, un eco-mostro americano a Niscemi: «Pericolo di morte fino a 140 chilometri».

Di Leandro Perrotta - 3 giugno 2012 - 


Si chiama Muos ed è un mega impianto di comunicazione dell’esercito Usa. Lo stanno costruendo a Niscemi (in provincia di Caltanissetta) dove la popolazione, allarmata per le propria salute, ha formato il primo comitato contrario alla sua installazione. «Studi americani rivelano che l’esposizione alle onde elettromagnetiche del Muos può uccidere in meno di sei minuti», sostiene intanto Antonio Mazzeo, autore di un dossier contro quello che ha ribattezzato il Muostro. «Il governo Lombardo ha permesso che si costruisse, adesso l’unica speranza è che il parlamento nazionale dica no». Nella storia pure l’ombra della mafia.

Tre mega antenne dal diametro di 18 metri l’una, talmente potenti da essere virtualmente letali in un raggio di 140 chilometri, sono in corso di costruzione da parte dell’esercito degli Stati Uniti in una riserva naturale a Niscemi. Faranno parte, insieme a due torri radio alte 149 metri del Muos - nuovo sistema di comunicazione che consentirà ai militari a stelle e strisce di trasferire informazioni in tempi dieci volte più rapidi degli attuali, in tutto il mondo. A denunciare il pericolo Antonio Mazzeo, giornalista ed attivista antimilitarista, che dal 2005 ha raccolto in un dossier le informazioni sull’opera Usa. Ora il dossier è diventato un libro dal titolo Un eco Muostro a Niscemi, presentato venerdì 1 giugno agli studenti della facoltà di Scienze politiche di Catania. Nel volume si ricostruiscono le tappe che porteranno all’attivazione del Muos all’interno della riserva naturale Sugherata, zona indicata dalla regione Sicilia nel 2009 pur trattandosi di un sito d’importanza comunitaria (Sic) e si mette nero su bianco una sconcertante previsione: «L’esposizione alle emissioni elettromagnetiche del Muos può uccidere in meno di sei minuti. Pensate se queste antenne venissero puntate per errore verso le città vicine», dice Mazzeo a CTzen, riferendosi a uno studio dell’americana Analytical graphics, Inc.
Per la realizzazione del Muos gli Usa hanno già pagato oltre sei miliardi di dollari alla multinazionale Lockheed Martin, ma nella cittadina in provincia di Caltanissetta ci sarà solo il pericolo per la salute, e nessun vantaggio economico: «I dieci milioni di euro di opere pubbliche da realizzare con i soldi degli Usa sono andati a una ditta a cui è stato revocato il certificato antimafia, la Calcestruzzi Piazza Srl. Oltre al danno, la beffa», sostiene Mazzeo.
Anche grazie al suo lavoro di informazione sono sorti fin dal 2009 comitati No-Muos in tutta la Sicilia orientale, un movimento di protesta che cresce sempre più, soprattutto sul web. A marzo un esposto con l’ipotesi di disastro ambientale è stato presentato alla procura della repubblica di Caltanissetta dal comune di Niscemi, dall’associazione Italia Nostra e dai cittadini dei comitati, chiedendo il sequestro dell’opera, già in una fase molto avanzata di costruzione. «Per fortuna l’attivazione del Muos non è prevista prima del 2015 – spiega Antonio Mazzeo – anche perché in quel territorio c’è una base Usa, costruita nel 1991, che è già fonte di emissioni elettromagnetiche superiori ai limiti di legge, come rilevato dal Politecnico di Torino». Con il Muos, impianto globale che si compone di cinque satelliti e quattro stazioni terrestri – oltre a Niscemi, le altre tre si trovano in zone poco abitate di Hawaii, Virginia e Australia – «la situazione peggiorerà enormemente, ponendoci anche in grave pericolo dal punto di vista militare», ragiona Mazzeo.
Oltre alla pericolosità delle onde, lo studio dell’ Analytical graphics, Inc. consultato da Mazzeo per il suo dossier rileva la totale incompatibilità dell’opera con una zona abitata e i «gravi pericoli al traffico aereo, fortemente disturbato dalle emissioni», una circostanza che ha pesato nel 2007 sull’individuazione di un sito alternativo alla base di Sigonella, inizialmente indicata come sede del Muos, e che oggi ospita il sistema Nato di sorveglianza della superficie terrestre (Ags) che comanda i cosiddetti droni , aerei armati senza pilota. Sigonella che, insieme all’aeroporto di Catania Fontanarossa, si trova comunque all’interno dei 140 chilometri di raggio di influenza delle antenne del Muos. «Ma ancora più grave è che nei pressi di Niscemi c’è l’aeroporto civile di Comiso. Il governo di Raffaele Lombardo ha avuto la possibilità di negare all’esercito americano l’autorizzazione alla costruzione dell’opera, che avverrà senza nessuna ratifica di trattati internazionali, come prevederebbe invece l’articolo 80 della Costituzione», spiega Mazzeo.
Il Muos è infatti un sistema di comunicazione di esclusiva proprietà dell’esercito degli Stati uniti, al di fuori dei trattati Nato, e per Mazzeo «probabilmente viola anche l’articolo 11 della Costituzione, che ripudia la guerra come mezzo di offesa: servirà all’esercito Usa nelle guerre in tutto il mondo, non solo negli interventi stabiliti dalla Nato». Purtroppo non c’è più spazio per ricorsi amministrativi alla sua realizzazione, si deve solo portare il tema davanti all’opinione pubblica, in modo che se ne discuta in Parlamento». Un compito, quello della comunicazione sui pericoli per la salute del Muos, che subisce però anche i primi tentativi di delegittimazione. Racconta Mazzeo: «A Niscemi il figlio di Vincenzo Piazza, il proprietario della ditta a cui sono affidati i lavori di urbanizzazione per l’opera che – secondo quanto scritto dal giornalista Giovani Tizian - avrebbe rapporti diretti con il boss Giancarlo Giugno, caso di cui si sta occupando la Dda di Caltanissetta - ha minacciato di bruciarsi vivo proprio il giorno delle elezioni. Sostenendo che “la campagna antimafia gli ha tolto le commesse”. E adesso l’opinione pubblica tentenna, perché s’è presentato come un onesto imprenditore in difficoltà». Ma le manifestazioni continuano numerose, come quella di 50 giovani coppie che hanno dichiarato di volersi sposare se il progetto del Muos non verrà cancellato. «Si tratta di una dichiarazione solo apparentemente simbolica, ma che ha il valore della protesta come quando si trattò dei missili nucleari a Comiso degli anni ’80. “Con un pericolo come quello del Muos costruire una famiglia, fare dei figli a Niscemi potrebbe davvero diventare impossibile” conclude Mazzeo.

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Notizie correlate: 

6 ottobre 2012. Poche ore prima della manifestazione nazionale di oggi contro il sistema di antenne militari statunitense, due novità arrivano da Caltagirone, comune vicino a Niscemi, sede dell’impianto. Mentre gli amministratori locali sono riuniti in un consiglio straordinario per approvare un provvedimento contro il piano americano, i magistrati calatini appongono alla struttura i sigilli per violazione delle leggi sull’ambiente. Gli indagati – nell’inchiesta partita a luglio dello scorso anno – sarebbero già cinque
Un incontro che ha preceduto solo di poche ore la magistratura calatina. Nella notte, infatti, la Procura di Caltagirone ha sequestrato l’impianto per violazione delle leggi sull’ambiente. Provvedimento arrivato dopo un anno dall’avvio dell’inchiesta, a luglio 2011, sul piano Usa all’interno della riserva naturale orientata Sughereta di Niscemi in contrada Ulmo. Sito di interesse comunitario e dove è impossibile edificare. Gli indagati, per reati ambientali (ma potrebbero esserci altre ipotesi di reato), sarebbero già cinque.
Non potevano saperlo ieri i consiglieri e i membri esterni riuniti nell’aula consiliare di Caltagirone. Eppure, mentre loro discutevano dei danni all’ambiente e alla salute dell’antenna militare statunitense, i magistrati facevano apporre i sigilli alla struttura. Chiamati a partecipare alla seduta dal consigliere promotore Andrea Bizzini (Progetto Caltagirone), Enzo Traina, Fabio Piluso, dottore in Fisica, e Vincenzo Alba, esponente del comitato No Muos di Caltagirone, hanno spiegato all’aula i pericoli della base siciliana del sistema di comunicazioni satellitari ad altissima frequenza americano.
Formato da quatto stazioni di terra – già in funzione in Virginia, Hawaii e Australia – si tratta di un sistema di comunicazione per gli eserciti americani, capace di mettersi in contatto con le truppe sparse in tutto il mondo, spiega Traina. La portata del Muos, sottolinea, è di 150 chilometri: quanto basta per investire l’intera isola con i suoi effetti negativi sulla salute dell’uomo. Tra le conseguenze più comuni delle antenne di questo tipo ci sono tumori, leucemie infantili e aborti. Le onde elettromagnetiche interferiscono inoltre con le apparecchiature mediche – sedie a rotelle, pace-maker, by-pass - e con gli aerei, mandandone in tilt i comandi. «È dei nostri bambini che dobbiamo preoccuparci soprattutto», continua Traina. Ma non solo. «Perché il bosco di Santo Pietro, che abbraccia Niscemi, è il corridoio degli uccelli migratori su cui le onde elettromagnetiche causano enormi danni – continua il membro del comitato No Muos – Danni che si estendono anche su insetti ed api, mettendo così a rischio l’agricoltura della nostra terra». Per poi passare al capitolo legalità. Perché, sottolinea, alla ditta che ha vinto la gara per la costruzione della base di cemento dell’antenna manca il certificato antimafia.
Fabio Piluso, dottore in Fisica chiamato a intervenire nel consiglio straordinario, ha visitato di persona la base della Marina militare a Niscemi. Per i suoi studi, si è basato sulle relazioni tecniche del Politecnico di Torino di novembre 2011, a cura di Massimo Zucchetti e Massimo Coraddu. «I documenti evidenziano gravi rischi sia per la salute sia per l’ambiente – spiega Piluso – E sono state prese in considerazione anche dal ministero dell’Ambiente». In seguito agli studi condotti, continua il fisico, l’esposizione ad onde elettromagnetiche provoca malattie gravi, soprattutto nei bambini e che ciò si verifica con sempre maggiore frequenza.
Diverse amministrazioni vicine a Niscemi hanno già dato il via libera a un documento che si oppone alla realizzazione dell’antenna militare. Provvedimenti a cui ieri si è andato ad aggiungere quello del Comune di Caltagirone, votato all’unanimità, contro il Muos.

 

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