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LA CRISI FINANZIARIA MONDIALE



L’epicentro del terremoto finanziario che sta sconvolgendo il sistema economico - produttivo del Pianeta, è stato localizzato, manco a dirlo, negli Stati Uniti, come del resto era già avvenuto nel 1929. C’è da pensare che non trattasi di una pura e semplice coincidenza ma di un “male oscuro” (non tanto oscuro, però) che rode al suo interno la cosiddetta “supernazione” USA. Non sembra tanto azzardato, a questo punto, convenire con chi asserisce che la spiegazione del fenomeno sta nel DNA del più composito ed eterogeneo raggruppamento di razze e culture formatosi oltre due secoli addietro attorno ai resti della preesistente struttura politico amministrativa di alcuni vasti territori dell’America del Nord sotto dominio inglese e di qualche ex possedimento francese. Si sa che, in origine, quell’immensa area continentale posta fra il Canada a nord e il Messico a Sud, fu prevalentemente colonizzata attraverso il flusso di ogni sorta di diseredati, dai rigurgiti delle patrie galere della società inglese ad una moltitudine di tedeschi, francesi e irlandesi in cerca di fortuna. Vi giunse anche una fiumana di gente di origini e idiomi ispanici (provenienti dai territori confinanti e dalle Isole del Mar dei Caraibi), mentre una enorme massa di schiavi, portati in catene dall’Africa occidentale e venduti senza scrupoli al miglior offerente, fu impiegata nei lavori e nello sfruttamento intensivo della terra. Sorsero grandi e popolosi insediamenti urbani (destinati poi a divenire vere e proprie metropoli) mentre, in gran numero, presero ad affluire altri derelitti provenienti da ogni parte del vecchio continente, fra cui moltissimi italiani, cui presto si aggiunsero forti correnti migratorie dai Paesi dell’oriente asiatico. Sarebbe troppo lunga l’elencazione degli oltre 22 paesi e zone di provenienza (con relative percentuali) da cui ha tratto origine l’odierno quadro complessivo della popolazione USA. Dopo la “dichiarazione d’indipendenza” (1775) e la guerra combattuta con alterne vicende contro gli inglesi, il miraggio di un facile sfruttamento delle enormi risorse locali, in uno alle prospettive di un rapido e consistente sviluppo industriale e commerciale, fu sicuramente il collante che permise di creare le fondamenta e la struttura giuridico amministrativa di quella ricca e potente organizzazione di Stati federati che, nel tempo, sarebbero divenuti gli Stati Uniti d’America. L’inarrestabile espandersi di un così immenso flusso di gente portò all’istaurarsi di un precario sistema sociale, essenzialmente basato sulla legge del più forte, alla cruenta conquista del West (fra cui le immense praterie che videro il genocidio delle native popolazioni indiane di cui oggi rimane appena il 2,5 % rispetto alla censita densità abitativa degli USA che ascende a circa 308/milioni di abitanti), alla sfrenata corsa dei coloni e dei “cercatori d’oro” verso un nuovo “Eldorado”, ai sanguinosi scontri fra bande e organizzazioni rivali che controllavano ogni nuovo insediamento abitativo e taglieggiavano le varie e lucrose attività economiche fra cui primeggiavano quelle attinenti ai numerosissimi “ranch”. Alla fine di un lungo periodo di assestamento politico e sociale in cui si innestarono i forti contrasti fra nord e sud in materia di schiavismo, il tutto sfociò nella sanguinosa e fratricida “guerra di secessione” (1861 - 1865) che segnò la cruenta svolta finale verso l’instaurazione della odierna struttura federale. Pur avendo raggiunto, attraverso le più svariate vicissitudini, un alto grado di sviluppo industriale, pur avendo acquisito molti meriti nel campo della ricerca tecnologica e scientifica, pur avendo avuto un determinante peso nella trasformazione politica del Mondo, gli Stati Uniti di oggi rappresentano, bisogna avere il coraggio di dirlo, un arduo ostacolo all’instaurazione di un concreto e auspicabile clima di pacificazione e autodeterminazione fra tutti i Popoli della Terra, nel rispetto di culture, tradizioni, religioni di ciascuno di essi. Gli Stati Uniti, infatti, postisi a simbolo della “democrazia” e della “libertà” (non è tuttavia facile comprendere sino a qual punto meritatamente) si sono anche attribuiti, nel tempo, la funzione di gendarmi di tali valori e di giudici di ogni contesa, specie quando esiste una qualche connessione con la propria concezione egemonica dei rapporti internazionali. Hanno trascurato e sottovalutato, però, il principio fondamentale per cui la libertà di ciascuno finisce ove inizia la libertà altrui, così come hanno spavaldamente sopravalutato la propria capacità industriale e finanziaria oltre ad avere presuntuosamente basato, in talune circostanze, la propria diplomazia sulla forza di dissuasione o di coercizione derivante dalla potenza militare ed economica. 
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Fatta tale premessa, atta a chiarire ai non addetti ai lavori il perché la “economia di carta” di Wall Street è in dissesto e perché dovrebbe essere posta “in quarantena”, è d’uopo elencare alcune delle più eclatanti CAUSE, strutturali e morali, che hanno innescato l’odierna crisi finanziaria ed economica del Mondo che, ovviamente, non riguarda solo gli USA, pur se da lì trae origine, ma tutti i cosiddetti “Paesi industrializzati”:

- ECCESSO DI CONSUMISMO, 
- SCIUPIO DELLE RISORSE NATURALI, 
- SVILUPPO ECONOMICO NON COMPATIBILE,
- INCONTROLLATA SPECULAZIONE FINANZIARIA, 
- INGORDO E SPREGIUDICATO AFFARISMO, 
- CONTROLLO MONOPOLISTICO DELLE ATTIVITA’ 
PRIMARIE E DELLE MATERIE PRIME,
- STRUMENTALE OSTENTAZIONE DELLA 
RICCHEZZA. 


EFFETTI E CONSEGUENZE A LIVELLO GLOBALE:

· RINCARO DEL COSTO DELLA VITA E CONSEGUENTE RIDUZIONE DEL POTERE D’ACQUISTO DELLA MONETA;
· INFLAZIONE;
· CONTRAZIONE DEL TASSO DI CRESCITA ECONOMICA (PIL);
· CRISI DEL SISTEMA CREDITIZIO E BORSISTICO PER DIFFICOLTA’ DI LIQUIDITA’ E MANCATO INCASSO DEI CREDITI DERIVANTI DALL’ECCESSO DI FINANZIAMENTI AL MERCATO IMMOBILIARE ;
· CRISI DEI CONSUMI; 
· CRISI PRODUTTIVA DELLE AZIENDE MEDIO GRANDI;
· LICENZIAMENTI, DISOCCUPAZIONE, FALLIMENTI;
· RECESSIONE.

EFFETTI E CONSEGUENZE A LIVELLO FAMILIARE:

· CATTIVO USO DEI BENI E DELLE RISORSE A DISPOSIZIONE;
· DISABITUDINE AL RISPARMIO E ALLA PARSIMONIA;
· TENORE DI VITA NON RISPONDENTE ALLE REALI POSSIBILITA’ DI GRAN PARTE DEI NUCLEI FAMILIARI;
· FORTE INDEBITAMENTO PER MUTUI E CREDITI AL CONSUMO. 


POSSIBILI RIMEDI


A LIVELLO GLOBALE, CON RIFERIMENTO AL SISTEMA BORSISTICO, CREDITIZIO E INTERBANCARIO :

· LIMITARE AL MASSIMO L’ATTUALE ECCESSIVA LIBERTA’ D’AZIONE DI CUI GODONO GLI OPERATORI DI BORSA, LIBERTA’ CHE SPESSO SFOCIA NELLA SPECULAZIONE;
· CREAZIONE, PRESSO LA BANCA MONDIALE, DI UN FONDO DI GARANZIA CUI FARE RICORSO IN CASO DI NECESSARI SALVATAGGI DI ISTITUTI DI CREDITO IN DIFFICOLTA’, EVITANDO L’INTERVENTO DIRETTO DEI SINGOLI STATI IN DANNO DEI CONTRIBUENTI; 
· ALIMENTARE DETTO FONDO MEDIANTE ACCANTONAMENTI CUI I VARI ISTITUTI DI CREDITO DOVREBBERO ANNUALMENTE PROVVEDERE IN PROPORZIONE AL LORO GIRO D’AFFARI;
· EVITARE CHE I PROFITTI DEL SISTEMA BANCARIO FINISCANO NELLA SPECULAZIONE E NELL’ELARGIZIONE DI INCREDIBILI COMPENSI A QUEI MANAGER CHE HANNO DIMOSTRATO PALESE MALAFEDE O INCAPACITA’ OPERATIVA;
· NON TOLLERARE ULTERIORMENTE LA COPERTURA PER FATTI CONNESSI ALLA CATTIVA GESTIONE DEGLI ISTITUTI FINANZIARI, SPECIE QUANDO TRATTASI DI ACCADIMENTI SPECULATIVI O DI VERI E PROPRI REATI. 


A LIVELLO FAMILIARE E PERSONALE:

· RIDUZIONE DEGLI ACQUISTI NON NECESSARI;
· EVITARE LE SPESE VOLUTTUARIE;
· EVITARE LA TENDENZA ALL’EMULAZIONE RISPETTO AI COMPORTAMENTI CONSUMISTICI ALTRUI;
· EVITARE, DI MASSIMA, IL RICORSO ALL’INDEBITAMENTO ATTRAVERSO ACQUISTI RATEALI OFFERTI DA AZIENDE E “FINANZIARIE” SENZA SCRUPOLI;
· RAZIONALIZZARE LE PRIORITA’ IN MATERIA DI ACQUISTI STRAORDINARI, DI RISTRUTTURAZIONI E LAVORI, DI IMPIEGO DI APPARECCHIATURE PER USO DOMESTICO;
· CONTENERE GLI ONERI DERIVANTI DALL’USO ECCESSIVO E IRRAZIONALE DI AUTO E MOTO; 
· IN UNA PAROLA, RISPARMIARE.

A LIVELLO ISTITUZIONALE ITALIANO: 

· OPERARE UNA DRASTICA ED EFFETTIVA RIDUZIONE DELLA SPESA PUBBLICA, CON PARTICOLARE RIFERIMENTO ALLO SPROPORZIONATO COSTO DELLA POLITICA E AGLI ESAGERATI ONERI DI FACCIATA O DI RAPPRESENTANZA; 
· SMANTELLARE, UNA VOLTA PER TUTTE, LE CORIACEE STRUTTURE DEI NUMEROSI ENTI INUTILI;
· REALIZZARE UN SOSTANZIALE ABBATTIMENTO DELL’ENORME INCIDENZA CHE LE SPESE PER LE FORZE ARMATE HANNO SUL BILANCIO DELLO STATO; RIDIMENSIONARE, A TAL FINE, GLI ORGANICI, RAZIONALIZZARE L’ORGANIZZAZIONE DEI REPARTI E DELLE STRUTTURE, EVITARE LO SCIUPIO DI MATERIALI E IL CATTIVO IMPIEGO DEI MEZZI; RADIARE LE INUTILI UNITA’ NAVALI DI GROSSO TONNELLAGGIO; RIDURRE IL NUMERO DEGLI AEREI SUPERSONICI; SFOLTIRE LA DOTAZIONE DI COSTOSI MEZZI CORAZZATI; EVITARE ONEROSE SFILATE, FESTE E SUPEFLUE SPESE DI RAPPRESENTANZA; TAGLIARE, SE NON ELIMINARE DEL TUTTO, I GRAVOSI E IMPRODUTTIVI ONERI PER LE MULTIFORMI “MISSIONI MILITARI ALL’ESTERO”; SMANTELLARE OGNI SUPERFLUA ONEROSA PRASSI BUROCRATICA;
· RISOLVERE DEFINITIVAMENTE L’ANNOSO PROBLEMA DELLA BUROCRAZIA CHE INCEPPA L’ATTIVITA’ PRODUTTIVA E INFICIA LA VITA SOCIALE DELLA NAZIONE OLTRE A RAPPRESENTARE UN GRAVOSO ONERE PER IL BILANCIO PUBBLICO IN RELAZIONE AL COSTO DELLE STRUTTURE E DEL PERSONALE IMPIEGATI IN MOLTE OBSOLETE E SUPERATE STRUTTURE AMMINISTRATIVE);
· RIELABORARE LA NORMATIVA FISCALE PER ASSICURARE UNA VERA EQUITA’ FISCALE PER TUTTI I CITTADINI, ELIMINANDO OGNI CORPORATIVISMO O DISPARITA’ DI TRATTAMENTO;
· RIDURRE IL NEFASTO FENOMENO DELL’EVASIONE E DELL’ELUSIONE CONSENTENDO AI TITOLARI DI REDDITI FISSI (LAVORATORI DIPENDENTI E PENSIONATI), COME GIA’ AVVIENE PER LE AZIENDE E PER GLI AUTONOMI, LA DETRAZIONE DI ONERI DERIVANTI DA PRESTAZIONI PROFESSIONALI, ARTIGIANALI E SERVIZI VARI, OLTRE CHE DELLE ASSURDE E DIFFUSE SOVRAPPOSIZIONI DI AGGRAVI FISCALI SU BOLLETTE E ATTI PUBBLICI OVE PAGATI DAI PRIVATI CON DENARO GIA’ TASSATO ALLA FONTE;
· PROGRAMMARE LA RIDUZIONE DEL “DEBITO PUBBLICO” (CHE ANNUALMENTE ASSORBE CIRCA 75/MILIARDI DI EURO PER INTERESSI E ONERI ANNESSI) MEDIANTE TAGLI ALLA SPESA CORRENTE NON ESSENZIALE, MEDIANTE LA VENDITA DI CESPITI DEMANIALI NON FUNZIONALI O IN ABBANDONO, MEDIANTE IL REALIZZO DI PARTE DELLE RISERVE AUREE INFRUTTIFERE, MEDIANTE SPECIFICHE ENTRATE FISCALI DA DESTINARE AD UN PRECISO PIANO DI AMMORTAMENTO;
· INVESTIRE I NOTEVOLI RISPARMI OTTENUTI NELL’INCREMENTO DELLA PRODUTTIVITA’ (PIL) OLTRE CHE NELLA REALIZZAZIONE DI UTILI E PRODUTTIVE INFRASTRUTTURE.


PERCHE’ LA POLITICA ITALIANA NON E’ CAPACE DI REALIZZARE TUTTO CIO’ ? 

Ass. Socio-Cult. «ETHOS - VIAGRANDE»  Via Lavina, 368 – 95025 Aci Sant’Antonio
Presidente Augusto Lucchese
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