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Il Pdl al Quirinale: "Basta processi a Berlusconi o sarà il caos"

Il Cavaliere è furioso. E i vertici del Pdl, dopo la protesta davanti al tribunale di Milano, andranno da Napolitano per proporre uno stop ai processi.

 


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Servizio apparso su VIRGILIO - Genio - il 12 marzo 2013
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Continua la mobilitazione dei vertici del Pdl per protestare contro quello che definiscono un "accanimento giudiziario" nei confronti del Cavaliere. Ieri è stata la giornata della rabbia. I fedeli di Berlusconi si sono riuniti davanti al Palazzo di Giustizia di Milano per far sentire la loro voce ai giudici che chiedevano la visita fiscale. Alla fine il sì al legittimo impedimento è arrivato, ma non sono mancate le polemiche. L'ex premier, nel frattempo, è ancora ricoverato al San Raffaele, dove rimarra anche oggi per problemi alla vista. Ma anche dall'ospedale Berlusconi si è fatto sentire. I suoi raccontano di un leader furioso. Anche per questo, il Pdl si prepara a "marciare" verso il Quirinale. E' infatti previsto un incontro con Giorgio Napolitano, organizzato per denunciare "la persecuzione giudiziaria" nei confronti di Berlusconi. Ma probabilmente non si tratterà solo di una protesta: il Pdl chiederà un intervento del Quirinale per frenare l'offensiva giudiziaria. Cicchitto ha definito la manifestazione di ieri "una provocazione, una mezza provocazione e un tentativo di sopraffazione", ovvero il no al legittimo impedimento, Ghedini e Longo impegnati nella riunione dei gruppi a Milano, la seconda visita fiscale a Berlusconi e l'annuncio di processo immediato a Napoli per compravendita di parlamentari, hanno fatto saltare i nervi del Pdl.
Sono giorni decisivi per capire che cosa succederà. E "se il Pd vuole andare allo sfascio per una impuntatura tendente a difendere i propri interessi allora noi siamo per la strada del voto", spiega il segretario del Pdl a Milano. Tuttavia "la nostra convinzione è che l'Italia abbia bisogno di un governo e di governabilità", ma per questo c'è bisogno della disponibilità del Partito democratico. Alfano si augura che "il prossimo Presidente della Repubblica non veda e non venga visto con ostilità da circa la metà del popolo italiano". Il capo dello Stato, aggiunge il segretario del Pdl, deve essere "una persona stimata e ritenuta da tutti di buon senso e di equilibrio". Secondo quanto scrive Repubblica, Napolitano non avrebbe apprezzato la manifestazione del partito di Berlusconi davanti al tribunale. Pare che al Quirinale ci sia stata perfino la tentazione di annullare l'incontro con Alfano, superata poi dalla decisione di non gettare altra benzina sul fuoco. Alfano, Cicchitto e Gasparri avanzeranno al Presidente della Repubblica, una vera e propria proposta politica, con offerta annessa. "Ci rivolgeremo a lui in qualità di presidente del Csm e di supremo garante delle istituzioni" ha spiegato il segretario Pdl ad alcuni dei dirigenti presenti a Milano a margine della "occupazione" del Tribunale. "E in quella veste gli chiederemo di fermare i processi e le inchieste che rischiano di trasformarsi in un vero e proprio golpe ai danni di Berlusconi". 
Tradotto in volgare: uno stop di altri due-tre mesi …….. alla urgente terapia per la morente Italia.

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Scrivi un commento: ore 10,50 12 marzo . Virgilio
da: luauluau il 12 Marzo 2013, ore 10:50


La colpa non è tanto di Berlusconi (anche se lui sa più di tutti che i magistrati non si sono certo inventati i capi d'accusa che gli vengono contestati e che lui, molto ipocritamente e in mala fede, confuta e smentisce) quanto dell'armata brancaleone che gli sta attorno e che per motivi di convenienza personale ed elettorale lo difendono e lo proteggono. Chissà quanti magari la pensano in maniera diversa ma agiscono come una banda che ubbidisce ciecamente al capo. Sono loro i veri responsabili dello sfascio istituzionale, economico, morale e sociale che oggi affligge l'Italia. Dopo circa vent'anni di cattiva gestione da parte dell’arraffona e spregiudicata cricca berlusconiana, non è tanto facile risalire la china e non si vede come Napolitano possa tirare fuori dal suo logoro cilindro un'altro coniglio alla Monti. E’ parecchio probabile che debba chiedere aiuto all’iracondo, antidemocrato e antisociale Grillo che, di fatto, rappresenta una sorta di figlio spurio del maleodorante operato dei clan partitici. Sicuramente non siamo più ai tempi della Rivoluzione francese e non è il caso di disturbare il ventennio fascista anche se la odierna situazione politica italiana ha molti punti comuni con il 1922. Tuttavia, non costa niente seguitare a sperare nell’illuminazione delle coscienze dei vari contrapposti “geni” dell’insana politica italiana . Augusto
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Altro commento inviato da un lettore (parlando del caso Berlusconi):
“Forse il Papa potrebbe perdonarlo e graziarlo. Purtroppo non c’è neppure il Papa, come non c’è il governo, come non c’è il lavoro e come non ci sono più i soldi per andare avanti” 
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Risposta di Luau: 
Ci sono però gli anti italiani variamente colorati che mirano essenzialmente ai propri interessi di parte o elettorali e i lestofanti che s’arricchiscono sulle sciagure altrui.

 

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