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Il 20 luglio del 1943 le truppe alleate liberarono la città dal potere tedesco e fissarono regole per la distribuzione del cibo


Lutti, fame e bombardamenti: il ricordo è vivo Sessantacinque anni fa il ritorno alla libertà


(* sap *) L’ingresso della truppe alleate in città , avvenuto il 20 luglio del 1943 , sembrò essere per gli ennesi la fine degli stenti patiti sin dall’inizio dell’entrata in guerra dell’Italia . Da subito , il Comando alleato azzerò tutto l’apparato amministrativo e militare esistente nel territorio , sostituendolo con una propria organizzazione di governo locale , l’Amgot ( Amministrazione militare dei territori occupati) . Fissò, tra l’altro, le regole per l’ approvvigionamento e la distribuzione delle derrate alimentari .
Il razionamento quindi continuò per parecchi mesi ancora . La completa anarchia, verificatasi in città in quei giorni (tra l’ abbandono delle caserme delle truppe tedesche di stanza a Enna e l’arrivo degli americani ) e il verificarsi degli assalti ai magazzini della “Colombia” e a quelli della “Provvida” da parte dei cittadini, indusse lo stesso Comando a stabilire regole tassative in materia . Con un manifesto, a firma del maggiore comandante Ronnel Todd ,affisso in città , vennero confermate le disposizioni a suo tempo emanate dal governo fascista per il rilascio della tessera annonaria, che ogni capo famiglia e suoi familiari doveva possedere . Si trattava di un foglio nominativo a quattro facciate dove a determinate caselle corrispondeva la possibilità di un prelievo settimanale di una certa quantità di farina , di zucchero,di burro o strutto .
A ciascun ritiro, nell’apposito spazio veniva apposto un timbro. Succedeva che chi perdeva un proprio congiunto non poteva seppellirlo se prima non consegnava la tessera alimentare del morto all’ufficio competente. Oltre alla tessera alimentare annonaria esisteva , in quegli anni di guerra , la tessera di macinazione . Serviva ai contadini per recarsi nei mulini a macinare quel poco frumento necessario per il sostentamento della propria famiglia . Pene severissime furono emanate dal 1941 in poi per i contadini e i produttori di grano . Chi non consegnava all’ammasso fino all’ultimo chicco di grano prodotto, incorreva nei rigori della legge . Dalla cronaca del tempo, nel quotidiano locale Il Solco si legge che un calascibettese venne trovato in flagranza di reato mentre si accingeva a contrabbandare a Villarosa un sacco di farina . Venne arrestato e condannato per direttissima a cinque giorni di carcere . Uno spaccato di quei tempi, di lutti (tante furono le vittime civili dovute ai bombardamenti delle truppe anglo americane), di privazioni di ogni genere e , soprattutto, di fame, lo troviamo in un volumetto scritto da Nino Savarese dal titolo Cronachetta siciliana dell’estate del 1943 . E un diario di quei giorni di guerra tra le forze militari in campo che il Savarese visse nella sua tenuta di San Benedetto (una contrada sita tra Enna e Leonforte), un punto d’osservazione ristretto, raccontato con dovizia di particolari, ricco di avvenimenti, di fatti e circostanze “accaduti in questa tranquilla cittadina (Enna) che non aveva ricordi bellici a memoria d’uomo” . 


SALVATORE PRESTI

 

Ass. Socio-Cult. «ETHOS - VIAGRANDE»  Via Lavina, 368 – 95025 Aci Sant’Antonio
Presidente Augusto Lucchese
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